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Conca d'oro Fidene / Via Salaria, 981

TMB Ama Salaria, nubi e miasmi su Villa Spada: "Invasi dal fetore"

L'impianto, la cui chiusura era prevista il 31 dicembre 2015, ancora in funzione: a breve l'incontro tra Municipalizzata e Regione su dismissione. "Dopo 5 anni e mezzo di battaglia e promesse nulla è cambiato"

Tre mesi, tanti ne sono passati dalla fatidica data del 31 dicembre 2015, giorno in cui il TMB di via Salaria avrebbe dovuto interrompere le proprie attività: eppure, giunta la Primavera, al 981 della consolare romana continuano ad arrivare i rifiuti e lo stop al loro trattamento sembra ancora un miraggio. 

Nei giorni scorsi Villa Spada e Fidene, quartieri che affacciano proprio sul sito di AMA, hanno denunciato l'ininterrotta presenza dei miasmi con l'odore nauseabondo arrivato addirittura a Piazza Minucciano, nel cuore del Nuovo Salario.

Ad indispettire poi, nonostante le rassicurazioni del presidente di AMA sulla non pericolosità dell'impianto per ambiente e salute, anche quelle nubi ben visibili che si creano proprio sul 981 di via Salaria e che preoccupano gli abitanti della zona in lotta da oltre cinque anni per la delocalizzazione del TMB. 

TMB Ama Salaria: fumi e miasmi su Villa Spada

Venerdì una delegazione di cittadini e alcuni rappresentanti di Piazza Sempione hanno effettuato un sopralluogo nel sito della Municipalizzata: un incontro durante il quale, in base alle stime del presidente di AMA Daniele Fortini, si è appreso che attualmente l'impianto, pur ricevendo circa 150 tonnellate di rifiuti, ne lavorerebbe un centinaio ossia un sesto di quelle autorizzate. 

Un dato, verso le zero tonnellate trattate, che fa ben sperare anche se, tra miasmi e cattivo odore, la vera partita si giocherà proprio oggi in Regione dove è in programma un incontro sulla sospensione della lavorazione nell'impianto. 

"Un impianto inserito in un centro abitato già esistente ed autorizzato a trattare rifiuti a 50 metri dalla prima casa, a 150 metri da un asilo e accanto agli uffici dei lavoratori di via Salaria. Da 5 anni e mezzo lottiamo in tutte le sedi possibili per far valere i nostri diritti. Il Municipio, il Comune e la Commissione Europea hanno detto che questo impianto e' nel posto sbagliato e lì non ci può stare" - ha scritto Maria Teresa residente della zona che da anni si batte per la delocalizzazione. 

L'auspicio è che la Pisana mostri consapevolezza sulla scelta da fare "perchè - ha sottolineato -importante per la salute dei nostri figli e la qualità della nostra vita". 

In attesa dell'esito dell'incontro il territorio si prepara: qui, viste le promesse e le tempistiche disattese, nessuno ha seppellito l'ascia di guerra e tutti sono pronti a riprendere la battaglia ben consapevoli che, quando e se il TMB chiuderà, bisognerà intraprendere un'ulteriore lotta per la sua riconversione. 

"Niente rifiuti o altri materiali che possano nuocere alla popolazione" - dicono da quel quadrante del Municipio III pronti, ancora una volta, a difendere il territorio e una qualità della vita inesorabilmente peggiorata da quando, anni or sono, davanti alle loro finestre è stato posto il TMB di Ama. 

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