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L'arrivo dei centri Ama accende la protesta di Cinquina e Settebagni: “Troppo vicini a parco e riserva naturale”

Malumori per la scelta del Comune di realizzare le isole ecologiche in via di Settebagni e Tor San Giovanni: “Penalizzano Marcigliana e Parco delle Sabine”

Secondo i piani del Campidoglio “a gennaio cominceranno i lavori”, ma sulla realizzazione dei centri di raccolta Ama è ancora scontro con i territori. Se il Municipio XV, guidato dal M5s, ha bocciato l’isola ecologica alla Cerquetta ricordando al Comune le aree già indicate da tempo come idonee ad ospitare i centri Ama, insorgono anche l’Ardeatino, Massimina e Torresina. Non ultimi Cinquina e Settebagni dove sono previste due isole ecologiche: una in via di Settebagni, l’altra in via di Tor San Giovanni. 

Settebagni e Cinquina contro l'arrivo delle isole ecologiche

Convocata dalla Commissione Ambiente di Piazza Sempione l’assessora ai Rifiuti di Roma Capitale, Katia Ziantoni non si è presentata e ha inviato una lettera per rassicurare i residenti sulla natura degli impianti e sul poco impatto che avranno nei quartieri. Ma la missiva non ha placato i malumori. “Il nostro territorio viene da una lunga battaglia contro l'amministrazione Raggi che poco più di un anno fa voleva impiantare un sito di trasbordo in viale Ave Ninchi, non vorremmo che l'amministrazione capitolina stia facendo lo stesso gioco di allora. Se la Ziantoni voleva rassicurare il territorio, non intervenendo in commissione e scrivendo quella missiva, ha ulteriormente alimentato i sospetti, perchè - scrivono da Fratelli d’Italia le consigliere Giordana Petrella e Chiara Colosimo -  per realizzare un sito di trasbordo non c'è bisogno di alcuna autorizzazione regionale, basta il Comune di Roma”. Annuncia battaglia il centrodestra. “Non permetteremo a nessuno di prendere decisioni senza coinvolgere il territorio". 

Il centro di raccolta vicino a Riserva e Parco delle Sabine

E l’arrivo del centro di raccolta Ama in via di Settebagni preoccupa anche chi da anni si batte per la salvaguardia del verde: l’area prescelta sarebbe troppo vicina, se non proprio dentro, alla Riserva della Marcigliana e al Parco delle Sabine. 
 
“Ci risiamo. Errare è umano ma perseverare decisamente diabolico. Premesso che un impianto di conferimento di rifiuti ingombranti non è  impattante come l'impianto di trasbordo che era stato ipotizzato a luglio 2019, ci chiediamo se non ci sia davvero un accanimento nei confronti del Parco delle Sabine visto che uno degli impianti previsti, e addirittura votati da una commissione capitolina congiunta, si trova nella parte extra Raccordo all'interno del parco e, per giunta, nella riserva naturale della Marcigliana. È mai possibile che non si trovi altro posto che non sia un parco per gli impianti Ama?” - si domanda l’Associazione Tutela Parco delle Sabine che da anni si batte per il completamento e la consegna di quei 140 ettari di verde tra Fidene e Serpentara. 

La riserva naturale ostaggio delle discariche abusive

Parlano di “scelta incomprensibile”. “O non si è neanche consultata una mappa catastale, oppure la scelta politica è di penalizzare un parco che l'amministrazione non è tuttora ancora in grado di portare a termine. Oppure - ironizzano amaramente - si è pensato che, viste le discariche abusive che continuamente nascono in quel punto, tanto valeva farci un impianto di smaltimento ingombranti piuttosto che risanarlo come, invece, tanti cittadini chiedono da anni”. La richiesta è quella che il Municipio III esprima parere negativo al progetto del Comune. 
 

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