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Il Casaletto è salvo: dopo le proteste sarà “Polo Lumière” per persone con disabilità

Dopo la messa a bando del Comune 1500 firme a "difesa" della casa famiglia di Vigne Nuove. La struttura rinasce come "polo" di promozione della salute e dell’inclusione socioculturale delle persone con disabilità

La mobilitazione delle famiglie degli assistiti e dell’intero quartiere, oltre 1500 firme raccolte per dire stop ad un bando che rischiava di snaturare un’esperienza virtuosa che durava da vent’anni: alla fine la casa famiglia Fratelli Lumière è salva. Il Casaletto, conosciuto così a Vigne Nuove e dintorni, rinascerà come “Polo Lumière”: un polo di promozione della salute e dell’inclusione socioculturale delle persone con disabilità, attraverso interventi integrati sociali e sanitari. E’ scritto nero su bianco nel protocollo siglato tra Roma Capitale e Asl Roma 1. 

Il Polo Lumiere a Viugne Nuove: la storia di inclusione continua

L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è quello di affermare un progetto innovativo, nei locali in zona Vigne Nuove di proprietà di Roma Capitale e già utilizzati dalla Asl Roma 1, per rispondere in modo organico alla molteplicità dei bisogni delle persone adulte con disabilità che richiedono sia prestazioni sanitarie che azioni di protezione sociale, al fine ultimo di favorirne l’emancipazione, l’inclusione e la massima autonomia possibile lungo il progetto di vita. In base a un progetto personalizzato, saranno proposti alle persone coinvolte dei percorsi mirati all’acquisizione delle ‘abilità’ necessarie per raggiungere il più alto livello possibile di autonomia fisica, psichica e sociale. Attraverso l’articolazione delle attività del Polo, saranno così offerte occasioni di sperimentazione e apprendimento negli ambiti della cura del sé, delle attività di vita quotidiana e delle relazioni interpersonali, per favorire l’inserimento sociale e anche, laddove possibile, un eventuale inserimento lavorativo.

Il Comune mette a bando il Casaletto: "Dopo vent’anni si spazza via eccellenza sociale" 

“L’impegno per la conservazione e il potenziamento dei servizi presenti sul territorio è un obiettivo fondamentale che portiamo avanti ogni giorno come Amministrazione. Nel quadro di integrazione socio-sanitaria che abbiamo sostenuto, il Polo Lumière potrà vedere rafforzato il suo ruolo come punto di riferimento per le persone disabili del territorio” - ha commentato la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

L'accordo per l’integrazione sociosanitaria tra Comune e Asl

Il progetto, realizzato in maniera congiunta anche alla luce dell’accordo di programma per l’integrazione sociosanitaria siglato da Roma Capitale con le tre Asl competenti sul territorio cittadino Asl Roma 1, Asl Roma 2 Asl Roma 3, prevede una programmazione condivisa, un budget unico e un’equipe integrata, composta da personale del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale e del Distretto 3 della Asl Roma 1, che supportino a 360° le esigenze sia sanitarie che sociali degli utenti, individuati tra le persone in carico ai Servizi Territoriali ASL dedicati.

Vengono così preservati e rimodulati, in coprogettazione, gli interventi in favore delle persone con disabilità precedentemente svolti presso la Casa Famiglia e il Centro Diurno della struttura, in un’ottica di integrazione sociosanitaria che ne potenzi la portata: le attività residenziali accoglieranno fino a 8 persone adulte con disabilità, mentre le attività psico-socio-riabilitative di tipo diurno potranno coinvolgere fino a 100 utenti.
  
“L’integrazione socio-sanitaria dei servizi su tutto il territorio cittadino è un obiettivo fondamentale, che come Amministrazione abbiamo voluto garantire attraverso la recente firma dell’Accordo di Programma triennale tra Roma Capitale e le tre Asl di competenza. Grazie alla sinergia, che abbiamo così suggellato, tra il personale impegnato in ambito sociale e quello impiegato in ambito sanitario, vogliamo che i cittadini possano usufruire di un sostegno più efficiente, efficace e uniforme su tutto il territorio. Aver dato nuova vita e nuova forza ai servizi del Polo Lumière rientra in questo percorso, che vedrà sempre più esempi in città” - ha dichiarato l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì. "Da molti anni questo centro - ha ricordato il Direttore Generale di Asl Roma 1, Angelo Tanese - è un modello di integrazione socio-sanitaria per le persone con disabilità. Con questo accordo ASL e Roma Capitale si impegnano a portarlo avanti nell'interesse delle famiglie coinvolte e di tutta la comunità". 

In difesa del Casaletto la battaglia delle famiglie e del Municipio III

Sorride anche il Municipio III che per difendere il Casaletto aveva ingaggiato una dura battaglia. “Un grande risultato per la nostra comunità e il nostro Municipio.  Grazie al comitato delle famiglie che hanno raccolto più di 1500 firme e grazie a tutti quelli che si sono attivati” - ha scritto l’assessora al Sociale del Municipio III, Maria Concetta Romano

"Una situazione complessa che, grazie ad un tavolo di concertazione tra tutte le parti interessate, e' stata risolta. Fare rete si conferma una buona pratica che ci auguriamo possa essere utilizzata anche in futuro, soprattutto per i temi che riguardano il sociale. Ringraziamo quanti in questi mesi hanno contributo a questo importante risultato. Il protocollo e' la risposta che tante famiglie attendevano: una sicurezza in piu' per il futuro di quanti hanno trovato in Casaletto una risposta assistenziale di qualità" - così in una nota congiunta Marta Leonori, consigliera dem della Regione Lazio e Sara Alonzi, consigliera III Municipio.

Tono polemico quello del minisindaco del Roma Montesacro, Giovanni Caudo: "Il Centro Lumiere, meglio conosciuto nel quartiere come il Casaletto, e' un luogo centrale per le persone con disabilita' del III Municipio. Lo sappiamo molto bene avendo portato avanti con il Comitato delle famiglie implicate anche una raccolta firme per evitare lo smantellamento di questa esperienza di successo nel nostro territorio, come era invece intenzione del Comune solo nell'ottobre del 2020. In quell'occasione, abbiamo raccolto oltre 1500 firme: un'espressione chiara dell'importanza di posti come questo. Salutiamo, quindi, con estremo favore l'avvenuta sottoscrizione del protocollo d'intesa tra Roma Capitale e la Asl per la realizzazione di un polo integrato di promozione della salute e dell'inclusione sociale proprio al Casaletto, consapevoli, pero', dell'importanza delle azioni poste in essere dal nostro Municipio per pervenire a un risultato, che, solo nell'autunno scorso, sembrava quasi impossibile". 

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