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Martedì, 30 Novembre 2021
Montesacro Montesacro / Piazza Sempione, 15

Autonomia e integrazione degli anziani: SAISA di quartiere al Tufello, Vigne Nuove e Colle Salario

A febbraio parte il progetto sperimentale voluto dall'Assessorato alle Politiche Sociali: "Ottimizzare le risorse e rinnovare le modalità dell'assistenza domiciliare"

“Favorire l’autonomia e l’integrazione delle persone anziane” – è questo il fine del SAISA di quartiere, il Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale delle persone anziane voluto dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Municipio III, che a febbraio prenderà il via in alcuni quartieri del territorio.

Un’iniziativa sperimentale che ha ricevuto l’ok dal Campidoglio e dall’assessore capitolino, Rita Cutini, che valuterà e monitorerà l’andamento del tutto.

“Il SAISA di quartiere è un servizio socio-assistenziale, erogato dal Municipio attraverso la collaborazione di Enti Accreditati, rivolto alle persone anziane, volto al miglioramento della qualità di vita e a favorire il mantenimento della persona anziana nel proprio ambiente di vita, attraverso lo sviluppo e la conservazione dell’autosufficienza, dell’autonomia e dell’interazione con la rete familiare e sociale” – ha spiegato a Roma Today l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio III, Eleonora Di Maggio, sottolineando come il progetto da lei voluto cerchi di innovare le modalità di offrire l’assistenza domiciliare alle persone anziane.

“Il servizio di assistenza domiciliare, a fronte di una popolazione anziana che si fa sempre più numerosa e presenta bisogni sempre più ampi, diventa un servizio molto importante e al quale è difficile che l’amministrazione riesca a far fronte se rimangono invariate le sue caratteristiche” – ha detto Di Maggio ritenendo opportuna una riprogettazione, a 30 anni dall’ideazione, del servizio.


OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE - Tra bisogno espresso e risorse disponibili il rapporto è infatti ormai molto difficile e nel Municipio III si registrano liste di attesa lunghissime “che – ha spiegato ancora l’Assessore - spesso lasciano scoperte quelle fasce che magari non sono le più problematiche ma che rappresentano la parte più vivace, quella che ha un riflesso sociale più ampio”: per questo uno degli obiettivi del SAISA di quartiere è l’ottimizzazione delle risorse disponibili che devono essere investite in un “servizio fondamentale e molto oneroso che deve dare risultati misurabili, positivi e visibili”.


TERRITORIALITA' - Uno degli aspetti fondamentali del SAISA di quartiere, la cui sperimentazione si fonda sul valore dell’ambito di appartenenza per la persona,  è la territorialità: “La presenza, massiccia e significativa, degli anziani va pensata soprattutto in senso culturale: il loro rapporto con il territorio è una grandissima risorsa e un valore che va enfatizzato proprio per questo abbiamo pensato ad un SAISA che abbia come riferimento un ‘domicilio allargato’ inteso non solo come casa ma anche come quartiere”.

La conoscenza del territorio e delle sue caratteristiche è dunque fondamentale ed ecco perché il bando è rivolto alle realtà che vivono a pieno il Terzo: “Un’appartenenza che non ha nulla a che vedere con la residenza ma che consiste nel legame e conoscenza del territorio affinchè il quartiere non sia inteso solo come una vuota definizione urbanistica” – ha detto l’Assessore Di Maggio rispondendo anche a chi aveva visto in tale scelta un “limite illegittimo” tanto da chiedere l’annullamento in via di autotutela del bando.

“Conoscere quali sono le caratteristiche del territorio e che cosa spinge le persone a trovare un riferimento di senso verso ciò che vedono intorno è una caratteristica fondamentale per gli Enti che si candidano a gestire il servizio”

CO-PROGETTAZIONE - Altro aspetto importante del SAISA di quartiere voluto da Piazza Sempione è la co-progettazione:  “Il bando è fondato più su linee guida che su richieste specifiche, questo perché l’Ente gestore deve capire qual è la filosofia che sta alla base del progetto e nel caso di un progetto innovativo e sperimentale come questo è molto importante” – ha detto Di Maggio annunciando che una volta selezionati i vincitori il Municipio si siederà ad un tavolo per costruire insieme ad essi il servizio “il periodo di co-progettazione è una grande opportunità attraverso la quale costruire il senso dell’intervento”.


SPERIMENTAZIONE AL VIA - La sperimentazione partirà non appena si conosceranno i vincitori del bando e sarà avviata al Tufello, Vigne Nuove e Colle Salario: “Quartieri contigui dove sono numerose le case popolari nelle quali spesso l’anziano ha bisogno sia di assistenza che di integrazione”.

Per sapere se la sperimentazione nel Roma Montesacro avrà successo e sarà d’esempio per altri territori non resta dunque che aspettare.

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