Martedì, 26 Ottobre 2021
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INTERVISTA | Primarie Municipio III, è Angela Silvestrini il volto di Demos: "La solidarietà al centro"

La consigliera di Demos in Municipio III punta alla presidenza: "Priorità al sociale e al contrasto alla crisi, strade e trasporti: serve la metro fino a Bufalotta"

Un’esperienza come consigliera a Piazza Sempione che ha determinato “consapevolezza e crescita personale”, così Angela Silvestrini si propone come presidente del Municipio III: è lei il volto di Demos alle primarie del centrosinistra. Sfiderà l’ex minisindaco Paolo Marchionne (Pd), l’assessore Francesco Pieroni (Pd) e Marina D’Ortenzio di Liberare Roma. 

Lavoro in Istat e consigliera a Piazza Sempione. Perché ha deciso di candidarsi presidente del Municipio III?

Il lavoro in Istat mi ha insegnato a cercare la complessità, a non dare nulla per scontato, a lavorare in gruppo, a leggere la realtà attraverso dati oggettivi e non solo attraverso le proprie esperienze personali.  L’esperienza di questi tre anni nel Consiglio Municipale mi ha rafforzato nella conoscenza dei meccanismi amministrativi che troppo spesso, invece di favorire, bloccano l’azione politica e il bene comune. Le modalità di confronto interne al centro sinistra necessitano di un cambio di passo: è fondamentale che chi guida un municipio sappia cercare ciò che unisce e lasciare ciò che divide, tra la gente e, in primis, nel gruppo che lo sostiene. 

Qual è il contributo che Demos può dare al Municipio III e alla città in generale?

La solidarietà al centro. Se una città è costruita a misura delle persone più fragili è una città che funziona per tutti. E poi un nuovo modo di fare politica, scevro dai personalismi e dalla ricerca di una propria carriera personale. “La forza del noi” è il nostro motto.

La pedonalizzazione di Piazza Sempione ha fatto molto discutere. E’ d’accordo con il progetto così come proposto? La partecipazione dei cittadini è stata assicurata?

Non sono d’accordo su come è stato usato - da tutti - il progetto, che parte da buone intenzioni, ma che si è voluto proporre in fretta, a fine consiliatura, sollevando uno scontro e un clima da anni ‘50. L’uso della statua della Madonnina ne è l’emblema. Capisco il disagio dei cittadini di Città Giardino. Ho parlato con molti di loro, alcuni sono miei amici. Vivono già il profondo malessere di un quartiere che si è trasformato in una specie di Luna Park notturno e temono che la pedonalizzazione porti altri frequentatori, soprattutto di notte. Sono stati fatti vari incontri e commissioni municipali per ascoltare e dibattere con i cittadini. Tuttavia i toni si erano alzati troppo e gli animi surriscaldanti, fomentati, da chi cerca solo lo scontro politico, in vista delle prossime elezioni. Penso che perdere il finanziamento già stanziato sarebbe un grave errore. Allo stesso modo bisogna tener conto delle richieste di chi vive nel quartiere e partire da un progetto che non abbia conseguenze negative sulla viabilità, sulla necessità di parcheggi, senza però lasciare la piazza e il porticato nel degrado. La piazza è di tutti gli abitanti del quartiere ma anche di tutti i cittadini del Municipio, dato che vi è posta la sede istituzionale. Tutti devono fare un passo indietro e trovare un giusto compromesso. 

Lei è parte della maggioranza che sostiene il presidente Caudo. Qual è il progetto realizzato di cui va più fiera e quale invece quello che magari avrebbe voluto vedere ma non c’è stato modo di realizzare?

Il mio impegno è stato diretto soprattutto nel lavoro in commissione politiche sociali, di cui da un anno e mezzo sono vice presidente. Quindi scelgo tra i progetti sociali: il “Tavolo della CoAbitazione”, che coinvolge il Municipio, la ASL e numerose Associazioni di Volontariato e del Terzo settore. Insieme vogliamo ridare una casa a chi l’ha persa ed evitare l’istituto a chi non riesce più a vivere da solo/a e trovare soluzioni che le istituzioni da sole non riuscirebbero dare, portando a sistema una buona pratica. Creare una rete, unire le forze per il bene comune, con pazienza e tenacia, facendo ognuno la sua parte. Purtroppo la pandemia, tra le altre cose, ha ritardato la realizzazione di progetti ben avviati, come “la casa dei diritti e delle differenze”, che doveva essere già nel pieno delle sue funzioni e possibilità, fornendo servizi pubblici e non, ma rigorosamente gratuiti, in primo luogo alle donne più fragili. Spero si possa recuperare in fretta il tempo perduto.

Quali sono le tre priorità che dovrebbe affrontare il prossimo presidente del Municipio III?

Il primo pensiero va alla crisi prodotta da questa pandemia. Crisi economica, ma anche crisi sociale di relazioni perse, di solitudine aumentata, di sfiducia nelle istituzioni che poco hanno saputo rispondere ai bisogni emergenti. La solitudine che ha devastato la vita di tanti. Spero che il prossimo sindaco, che mi auguro sia Paolo Ciani, sappia trovare importati finanziamenti per il sociale. Perché se hai 95 o 100 anni non puoi essere messo in lista d’attesa per avere qualche ora di assistenza! Perché i ragazzi devono trovare luoghi e persone che ne accompagnino la crescita. Solo per fare alcuni esempi. Penso poi alla situazione delle strade e soprattutto dei suoi marciapiedi: proseguire con l’eliminazione delle barriere architettoniche, asfaltare e creare delle pavimentazioni resistenti e manutenere la segnaletica stradale. Last but not least, il trasporto pubblico, necessariamente in sinergia con il Campidoglio: collegamento tra reti ferroviarie, autobus e metropolitane e piste ciclabili per disincentivare l’uso delle automobili. Aumentare il trasporto scolastico collettivo, anche per i più piccoli con una progettazione che parta dalle iscrizioni scolastiche, investendo su progetti legati alle scuole. Creare parcheggi di scambio, con navette gratuite che portino alle fermate della metropolitana e dei principali autobus. Per parte sua il Campidoglio deve assolutamente rimettere nel piano investimenti il finanziamento e far partire i lavori per allungare la metropolitana con fermate a Bufalotta, Porta di Roma e collegamento fino alla Tiburtina.

Entrerebbe in un’eventuale maggioranza Pd-M5s?

Dipende da chi sono i Cinque Stelle. Fortunatamente non sono tutti uguali. Molti di loro, come me, hanno cercato di portare un rinnovamento in un panorama politico che non li soddisfaceva e non li rappresentava, pur con un approccio totalmente diverso da noi di Demos. Con l’attuale sindaca, mai.

Si parla molto di quote rosa. Perché, eventualmente meglio, una donna presidente?

Una donna ha un modo diverso di rapportarsi all’altro. L’ascolto e la cura degli altri sono una capacità che le donne vivono quotidianamente, come la capacità di affrontare contemporaneamente situazioni diverse, il così detto “multitasking”. In politica ho incontrato uomini che battono il pugno sul tavolo ed alzano la voce per intimorire. Così come nella vita, nella politica questo modo, molto maschile è perdente. 

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