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Ama Salaria sotto la lente della Commissione Europea, spettro procedura di infrazione

Via Salaria 981 nel mirino dell'Europa, mentre Comune e Regione tacciono: l'obiettivo è sempre quello della delocalizzazione

“Impianto Ama Salaria: risposte subito” – questo lo striscione esposto stamattina davanti all’impianto TMB di via Salaria.
Il sito della municipalizzata è infatti stato teatro dell’ennesima iniziativa del vice-presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli, che proprio davanti al civico 981 della consolare romana ha voluto comunicare le ultime novità provenienti dall’Europa.


Ieri infatti la Commissione Europea rispondendo proprio ad un’interrogazione presentata dall’On. Angelilli ha comunicato che sta procedendo con la valutazione delle informazioni fornite dalle autorità italiane in merito all’impianto AMA di via Salaria, al fine di verificare la corretta applicazione della direttiva di valutazione dell’impatto ambientale e della direttiva relativa ai rifiuti.


“Il caso - ha detto Roberta Angelilli - è seguito con estrema attenzione, anche perché le prime informazioni inviate dall’Italia sono state considerate dalla Commissione europea inadeguate ed insufficienti a tal punto da richiedere un’ulteriore richiesta di informazioni. L’ultima documentazione delle autorità italiane è pervenuta a Bruxelles solo il 16 ottobre scorso. Attendiamo a breve il giudizio della Commissione, ma ribadisco che l’unica strada da seguire è avviare un progetto di delocalizzazione dell’impianto”.


Il vice-presidente del Parlamento Europeo ha poi sottolineato l’importanza di procedere attraverso un’attenta programmazione “non possiamo più andare avanti con la logica della provvisorietà e dell’emergenza, occorre avviare finalmente una politica ambientale rigorosa, che si ponga obiettivi di lungo termine e che permetta tanto la tutela della salute dei cittadini, quanto quella dei territori” – ha detto evidenziando come una procedura di infrazione su cinque, tra le oltre 100 aperte dall’Europa nei confronti dell’Italia, riguardi proprio i temi dell’ambiente e dei rifiuti.


Impegni seri ma soprattutto concreti quelli richiesti dal capogruppo del PdL a Piazza Sempione ed ex minisindaco del Roma Montesacro, Cristiano Bonelli, intervenuto in via Salaria insieme alla consigliera Jessica De Napoli.


“Quasi due mesi fa abbiamo presentato una serie di interrogazioni al Municipio, al Comune e alla Regione, sembra ora piuttosto paradossale che sia il Parlamento Europeo a darci le prime risposte” – ha detto Bonelli evidenziando l’intento di tenere alta l’attenzione sulla vicenda  “affinchè qualcuno che mesi fa, in campagna elettorale, aveva preso degli impegni li rispetti”.


“Ci aspettiamo che il lavoro venga portato avanti con la coerenza che lo ha contraddistinto in questi anni. La Regione, che è l’Ente che ha più poteri in materia di rifiuti – ha proseguito Bonelli - deve iniziare ad individuare un’area adeguata per la delocalizzazione e immaginare di accedere alle risorse necessarie allo spostamento. Il centrosinistra sfrutti la fortuna di governare territorio, Comune e Regione”.


Intanto proprio la settimana scorsa alcuni abitanti di Villa Spada sono stati a Bruxelles per il convegno “I rifiuti in Italia: una storia NON europea: cittadini a confronto”  nel quale hanno potuto portare la propria esperienza e le proprie testimonianze di residenti vessati, ormai da anni, dai miasmi provenienti dall’impianto di via Salaria.


Come ha precisato l’organizzatore del convegno, l’Eurodeputato Niccolò Rinaldi dell’IdV, non è escluso che dall’indagine che la Commissione Europea sta effettuando sull’impianto di Ama Salaria non ne esca l’ennesima procedura d’infrazione per l’Italia.

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