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Metro B1, incontro con i comitati: rimboccarsi le maniche per la fase 2

Il 28 Aprile il primo incontro ufficiale al Municipio con tutti i comitati di quartiere, alla presenza del Presidente del Municipio, Cristiano Bonelli e la Presidente della commissione Mobilità, Giordana Petrella. Chiusa la fase 1, ora bisogna pensare alla fase 2. Tutte le opinioni dei comitati

Si è tenuto lo scorso 28 Aprile, presso la sede municipale di Piazza Sempione, il primo incontro ufficiale della Presidenza del Municipio con tutti i comitati di quartiere, per discutere del prolungamento della Metro B1 alla presenza del Presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, e del Presidente della commissione Mobilità, Giordana Petrella.
Presenti erano i comitati: Salviamo Talenti, Serpentara, Giulio Antamoro, Val Melaina, Prati Fiscali, Vigne Nuove, Porta di Roma, Poggioli, Casale Nei; c’erano anche Lega Ambiente e alcuni membri della comunità virtuale Portadiromaweb.

A parte qualche chiarimento, durante l’incontro non è emersa nessuna grossa novità. Chiaro il consenso largamente condiviso dai comitati in favore della metro e anche la contestuale contrarietà unanime alla colata di cemento prevista dal Project Financing.
La fase 1 del progetto preliminare, in cui sono stati decisi il tracciato e le fermate,  si è definitivamente chiusa. Dalle parole del Presidente del Municipio, riportate nei comunicati dei vari comitati di quartiere, sembrerebbe che l’ultima spiaggia rimasta sia quella di arrivare “preparati”, con proposte alla mano, alla fase 2. In questa sede i comitati saranno chiamati ad esprimere le loro considerazioni sulla localizzazione delle future cubature e su altre specifiche criticità del progetto.
 
Una partecipazione che non ha convinto tutti i comitati perché tardiva e non estesa all’intero progetto. A questo proposito, infatti, il Comitato di quartiere Serpentara ha espresso la “propria contrarietà al prolungamento della Metro B1 con il sistema del project financing e ai due milioni di metri cubi”, chiedendo altresì un “immediato tavolo di concertazione con i comitati di quartiere per rivisitare il sistema di trasporto pubblico su gomma e ferro e/o studiare sistemi alternativi di mobilità sostenibile per il quadrante nord-ovest del IV Municipio”.
Sulla stessa linea del CdQ Serpentara si pone il comitato di recente costituzione “Salviamo Talenti”, che esprime la sua “ferma contrarietà a quanto si va delineando, ossia la prosecuzione –senza alcuna partecipazione della cittadinanza- del progetto di prolungamento della Metro B1 con valorizzazioni immobiliari, che ricalca sostanzialmente quello a suo tempo battuto della delibera di giunta comunale n. 218/2007, ossia le ben nota delibera Bufalotta”. Il Comitato Salviamo Talenti aggiunge poi, in una nota: “Si rende in proposito noto che proprio in considerazione di ciò, ed in considerazione del fatto che le modalità di finanziamento del prolungamento della linea Metro B1 da Jonio a Bufalotta sono esattamente le stesse di quella della Metro D, il cui appalto è stato censurato e sospeso da parte dell’Autorità di Vigilanza sulle Opere Pubbliche, lo scrivente Comitato, unitamente alla Rete Romana di Mutuo Soccorso, ed al Comitato di quartiere Serpentara, ha presentato in data 18 aprile 2011 un dettagliato esposto proprio alla suddetta Autorità di Vigilanza sulle Opere Pubbliche, al Comune di Roma ed alla Corte dei Conti”.
Poi c’è anche chi, come il Comitato Salviamo Prati Fiscali, pur riconoscendo l’importanza della metropolitana, ha richiesto “che prima di qualsiasi altra opera edilizia residenziale vengano costruite infrastrutture e servizi e non il contrario come è accaduto per Porta di Roma”.
 
Un’altrettanto chiara posizione quella assunta dal comitato di quartiere Val Melaina, che ribadisce  l’importanza della Metro ma chiede anche “che da oggi in poi il cittadino sia parte attiva e perché no in alcuni casi (vedi il project financing) vincolante di un’opera urbana cosi invadente”. In occasione della riunione il comitato ha sostenuto ancora una volta con forza la sua contrarietà allo spostamento del mercato di via Giovanni Conti e alla contestuale futura fermata di Vigne Nuove, aggiungendo che “proporrà l’eliminazione di tale fermata visto e considerato che a soli cinque minuti a piedi dista quella di Via Scarpanto”. Perplessità sulla fermata di Vigne Nuove espresse in sede di riunione sono riportate anche dal sito Portadiromaweb, che scrive: “Questa stazione ha fatto storcere la bocca a molti ed ha innalzato la prima vera criticità sul tracciato che é stata espressa un po’ da tutti i cdq che hanno fatto notare come la fermata Jonio e quella futura di Vigne Nuove risulterebbero essere troppo vicine tra loro anche considerato il fatto che le carrozze impiegate saranno molto più lunghe di quelle attuali generando un serpentone lungo quasi come la distanza tra le due fermate. Il primo vero interrogativo sul tracciato é stato proprio questo: Ma la stazione Vigne Nuove, é proprio necessaria? Non sarebbe possibile spostarla più in là o addirittura sopprimerla?”.
E sempre sul sito di Portadiromaweb viene lanciata una proposta: “Vogliono fare la metro e cubare, ok, allora perché non barattare qualcosa anche noi? Perché non portare delle proposte che prevedano la costruzione di un mega centro sportivo da asservire alla popolazione del IV Municipio? Perché non farci fare un polo sanitario? Perché non farci costruire uno spazio per i bambini nel quale potrebbero fare le feste diventando contestualmente un punto di aggregazione per le famiglie? Pensiamoci bene, la metro hanno deciso di farla ma pretendiamo qualcosa in cambio”.

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