Domenica, 26 Settembre 2021
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Prolungamento Metro B1: le novità emerse dal "consiglio balneare"

Dopo il Consiglio del 1 Agosto, è polemica sulle modalità di finanziamento dell'opera. Ora non resta che attendere l'apertura del processo partecipativo

Carta straccia e parole al vento sono diventate ormai le informazioni, le polemiche e le dichiarazioni degli ultimi mesi sul prolungamento della metro B1 da Jonio a Bufalotta. Il Consiglio municipale che si è tenuto lo scorso 1 Agosto a Piazza Sempione ha cambiato completamente le carte in tavola: spariti i 2 milioni di metri cubi, cambiato il mezzo di finanziamento dell’opera.

Queste, infatti, sono le principali novità che l’assessore capitolino alla Mobilità, Antonello Aurigemma, insieme al tecnico del Dipartimento, ha portato all’attenzione dell’aula, in cui oltre ai consiglieri di maggioranza e opposizione erano presenti molti cittadini. Assente, e per questo non sono mancate le polemiche, il presidente del municipio Cristiano Bonelli.

LE NOVITA’ IN DETTAGLIO - Confermato il nuovo tracciato con le tre fermate di Vigne Nuove, Mosca (zona in corrispondenza dell’area limitrofa a via Rina De Liguoro) e Bufalotta. Confermate anche le decisioni recentemente prese in merito al mercato di via Conti, che non sarà spostato, e al deposito previsto sulla collina Antamoro, che sarà realizzato in un’altra area. Costo dell’opera 530 milioni di euro.

"L’opera però", ha assicurato l’assessore, "sarà messa a bando pubblico quindi si andrà a ribasso e i costi scenderanno". Cambiano le modalità di finanziamento: non vi è più traccia del Project Financing. Il Comune di Roma per finanziare la metropolitana dovrebbe ricorrere in buona parte alle entrate incassate dall’housing sociale, il cui bando si è chiuso in questi giorni, (per le cubature previste viene calcolato un 40% che resta ai costruttori come edilizia privata, contro un 60% che spetta al Comune). Queste somme però non saranno sufficienti, e si dovrà pertanto ricorrere ad un indebitamento del Comune, nonché ad altre entrate derivanti da 330 mila metri cubi di valorizzazioni immobiliari. E' bene specificare che l'housing sociale di cui si parla è quello relativo all'intero territorio romano e non, almeno per ora, al IV municipio

LE PERPLESSITA’ - “Quanto cemento arriverà in IV Municipio in cambio della metro?”: questo il dubbio di molti presenti al consiglio. A giudicare dalle cifre per ora si parla "soltanto" di 330 mila metri cubi, che dovrebbero ricadere nelle aree limitrofe alle due nuove stazioni di Mosca e Vigne Nuove. Si tratta dell'unico cemento derivante dalle cosidette compensazioni che, almeno fino allo scorso 1 agosto, avrebbero invece dovuto portare 2 milioni di metri cubi. 

Non è però da escludere che le cubature previste per l’housing sociale possano ricadere anche in IV Municipio. In questo caso i 330 mila metri cubi di cui sopra potrebbero aumentare. È bene inoltre precisare che questo bando non ha niente a che fare con le case in housing sociale che dovrebbero essere costruite a Casale Nei, rientrando queste ultime in un ulteriore piano di densificazione del Comune. Sia nel caso di Casale Nei sia nel caso del bando housing sociale sull'intero territorio comunale parliamo di cubature che verranno realizzate a prescindere dal prolugamento Jonio-Bufalotta.

LA POLEMICA -  “Avremmo sperato di non ridurci al 1 agosto”, è il commento del Capogruppo Pd Paolo Marchionne, che continua: “Noi ne siamo venuti a conoscenza solo dopo la Conferenza dei servizi. Adesso ci auguriamo che questi documenti possano essere lasciati a disposizione del Municipio e dei cittadini per essere consultati e avere un quadro più chiaro della situazione”. Un Project Financing scalzato da altri mezzi di finanziamento vista la probabile assenza di privati disposti ad investire in un Municipio già al collasso per il cemento ed un Comune che ricorre all’housing sociale principalmente per fare cassa e pagare un’opera pubblica: quest’ultima una soluzione inaccettabile per l’opposizione.
L’assessore Aurigemma chiarisce: “Le case in housing sociale si faranno anche se non si farà la metro. In ogni caso sarebbe la prima volta che nel resto della città si costruiscono case mentre in IV Municipio si fa un servizio”.

MOMENTI DI TENSIONE - Nel corso della seduta si sono registrati momenti di tensione. L'editore, direttore responsabile e giornalista di Roma2013.org, Enrico Pazzi, è stato infatti allontanato dall'aula mentre stava riprendendo con la sua telecamera la seduta. A Pazzi i vigili urbani prima e i carabinieri poi  hanno chiesto i documenti. Per il dettagliato racconto di quanto accaduto rimandiamo all'articolo di roma2013.org che con tanto di video racconta la vicenda.

PROCESSO PARTECIPATIVO -  Cosa accadrà a settembre? Al termine del consiglio il Presidente Borgheresi e l’assessore Aurigemma hanno annunciato che si darà il via ad una serie di incontri pubblici, e che verrà ufficializzata l’apertura del processo partecipativo. Ma cosa prevede esattamente questa Delibera n.57 sulla partecipazione di cui tanto si è discusso in questi mesi?

“I piani, programmi e progetti sono“partecipabili” da parte dei cittadini dalla fase preliminare fino alla loro realizzazione”, sancisce il regolamento, togliendo ogni dubbio sul fatto che sia ancora possibile intervenire sul progetto. Il “momento” partecipativo in cui ci si trova in questo momento è quello probabilmente tra l’informazione  e la consultazione, disciplinate rispettivamente dagli articoli 7 e 8 del regolamento. Occorrerà prestare un particolare interessamento quando si entrerà nella fase successiva di progettazione partecipata, in cui sarà fondamentale il contributo dei cittadini, attraverso ad esempio gruppi di lavoro. Agli incontri di qualsiasi fase possono prendere parte tutti i cittadini interessati, sia come singoli abitanti sia in forma associata, attraverso comitati, associazioni, gruppi,ecc. L’atto che raccoglie tutto il materiale relativo agli incontri e alle riunioni è il Documento di partecipazione, predisposto all’inizio del procedimento, che segue tutto l’iter del progetto. Da Settembre, quindi, stando alle promesse delle Istituzioni tutti i cittadini interessati potranno essere coinvolti e seguire in prima persona l’evolversi della situazione. Non resta che capire se a queste condizioni, anche aprendo il processo partecipativo, i cittadini la metro la vogliono lo stesso.

 

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