Montesacro Montesacro / Via Val D'Ossola

Mercato Val d’Ossola, da vent’anni gli operatori aspettano una struttura a norma

Cavi elettrici a vista, niente acqua corrente né servizi igienici: i commercianti chiedono di poter lavorare in una struttura accogliente e soprattutto sicura

Da 50 anni, da quando i banchi furono spostati dalla vicina via Valdinievole, in via Val d’Ossola, le 20 famiglie che compongono l’omonimo mercato animano il commercio di quella parte del IV, ormai III, Municipio: una storia – come quella di molti mercati di quartiere – fatta di amicizia, cortesia e fiducia con la clientela.


Ma i rapporti umani e la passione per un lavoro ormai storico e lontano dalle aspirazioni della maggior parte delle nuove generazioni, spesso non basta per vivere il mercato come luogo sì di commercio, ma anche come spazio dove coltivare e rinnovare socialità e relazioni interpersonali.

Alla crisi che investe l’economia del Paese si aggiungono le carenze strutturali e la scarsa attenzione delle istituzioni verso un mondo, quello dei mercati rionali, la cui tradizione andrebbe preservata.

A Val d’Ossola mancano le più basilari norme di sicurezza e di igiene: i cavi elettrici penzolano da un banco all’altro, i commercianti sono costretti a far scaricare i propri frigoriferi a terra e non possono nemmeno usufruire dell’acqua corrente, dei servizi igienici nemmeno a parlarne; per una struttura che sembra rimasta ancora a mezzo secolo fa.

Ma dagli operatori del mercato il grido di allarme si è alzato circa 20 anni or sono, quando il Municipio era ancora Circoscrizione: nonostante le numerose riunioni fra commercianti e il Presidente di allora nulla è cambiato ed oggi, Val d’Ossola, torna a lanciare un nuovo monito.

Mercato val d'Ossola - banco inclinato-2Il plateatico ha ormai 20 anni di usura in più sulle spalle, le radici degli alberi tra i box hanno fatto si che qualcuno di essi risulti addirittura inclinato, il passaggio dei clienti – molti dei quali anziani – è difficoltoso a causa dei tronchi e dell’asfalto rattoppato dagli stessi operatori; le grondaie malconce sono ormai poco più che  lamiere storte e arrugginite.

Cinque anni fa le speranze degli operatori del mercato si erano riaccese, il Campidoglio sembrava deciso ad erogare i fondi necessari per un nuovo plateatico ma, a distanza di un lustro, è ancora tutto fermo: “Nessuno ci dice se questi soldi ci sono realmente oppure no” – ha spiegato a RomaToday, Silvio Mancinelli, portavoce degli operatori del mercato.


“Noi galleggiamo nel dubbio e nell’incertezza e non sappiamo di che morte dobbiamo morire: ogni giorno che passa – ha proseguito Mancinelli - il lavoro è sempre di meno per la crisi, ma anche per una struttura che è ormai poco ospitale per la clientela, vorremmo sapere se dobbiamo aspettare i finanziamenti o agire da soli”.

Ed in effetti gli operatori del Mercato di Val d’Ossola in questi anni non sono rimasti a guardare ed hanno anche fatto redigere – ovviamente a loro spese – un progetto sul restyling del plateatico e dell’intera struttura che vorrebbero rendere moderna e accogliente.
“Nel momento in cui stavamo dando il via ai lavori – ha spiegato ancora Mancinelli – il Municipio, che ha sempre seguito da vicino la vicenda, ci ha informati della presenza dei fondi: tra la scelta di farci carico di una spesa ingente e quella di aspettare abbiamo deciso di attendere.  Al momento – ha precisato – in modo vano”.

Ad oggi gli operatori del mercato aspettano ancora – tra cavi penzolanti, asfalto malconcio e  lamiere arrugginite - il plateatico promesso loro venti anni fa per poter continuare a fare onestamente e nelle condizioni adatte il lavoro che in molti svolgono li da decenni.

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