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XIV, il 'no' del Consiglio alle proposte sulle occupazioni

Il Municipio boccia le due mozioni dell'opposizione di centro-destra circa la questione delle occupazioni dell'ex clinica Valle Fiorita e dello stabile dell'Enasarco. Colabello (PD) e Modoni (Sel): "E' pure demagogia". Terranova (M5S): "Servono altri strumenti"

Erano 4 gli argomenti all'ordine del giorno nella seduta consiliare di giovedì scorso al Municipio XIV, ma la spinosa questione sull'occupazione degli stabili dell'Enasarco e dell'ex clinica di Valle Fiorita ha maggiormente catalizzato l'attenzione su di sè, complici anche alcune polemiche circa l'esito della votazione del Consiglio. L'opposizione di centro-destra ha presentato due mozioni per risolvere la vicenda ma la maggioranza ha votato sfavorevolmente, bocciando così entrambe le proposte. Da parte di FdI e Pdl si sono scatenati commenti di dissenso e delusione, mentre Pd, Sel e M5S hanno voluto sottolineare ciascuno le proprie motivazioni alla base del voto espresso.

Julian Colabello (Pd) e Fabrizio Modoni (Sel) parlano di pura demagogia: "Nelle mozioni si chiede la convocazione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza, ma poi? Cosa accadrebbe nel concreto? Anche con lo sgombero non si otterrebbe niente perchè il problema si ripresenterebbe di nuovo a breve, magari in altre zone. Non servono soluzioni teoriche ma interventi pratici, come ad esempio un censimento accurato piuttosto che un contratto di housing sociale, per tutelare tanto il diritto alla casa da parte degli occupanti, quanto quello dei proprietari di casa". Le mozioni presentate, inoltre, "non sono state frutto di un precedente dialogo politico - sottolinea Modoni - erano quindi espressione di una linea dura e pura che inevitabilmente ha portato con sè un clima di tensione". Colabello, infine, ricorda l'imprescindibile necessità di riequilibrare il mercato immobiliare per evitare speculazioni e divari troppo grandi tra il canone di affitto e l'effettiva capacità di spesa delle famiglie.

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Per quanto riguarda il M5S, anche Marco Terranova parla della necessità di altre soluzioni: "Non sono questi gli strumenti da utilizzare se vogliamo risolvere il problema. Sulla piaga dell'emergenza abitativa l'amministrazione è stata latente per troppo tempo. Servono risposte concrete, a cominciare da una precisa mappatura di tutti gli edifici pubblici attualmente vuoti e inutilizzati e ancora, fare chiarezza sugli affitti esosi che lo stesso Comune si trova a pagare su queste strutture così come le licenze di costruzione che continuano ad essere concesse una dopo l'altra". 

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