Torrevecchia Torrevecchia / Via Federico Borromeo, 75

Teatro La Casetta, Mancini: "Mi lego al tetto se provano ad abbatterlo"

Il Teatro La Casetta non vuole saperne di chiudere e il cartellone riparte il 15 ottobre 2011. "Non si sa come finirà la questione, ma è probabile che passerà un altro anno prima che si trovi una soluzione"

Il Teatro La Casetta non vuole saperne di chiudere e il cartellone riparte il 15 ottobre 2011. "Non si sa come finirà la questione, ma è probabile che passerà un altro anno - spiega la responsabile del teatro, Federica Mancini - e se vogliono toglierci questo spazio io mi lego sul tetto". Uno piccolo spazio, quello del Teatro La Casetta, costruito con fatica e sacrificio, e soprattutto credendo nel valore del teatro come luogo di crescita importante per la formazione. Il teatro ha una cinquantina di posti e nel tempo è riuscito a conquistarsi il suo pubblico e ospitare importanti attori e spettacoli internazionali. Tra l'altro si tratta dell'unico teatro di figura del Lazio, quello che il 2 ottobre 2011 rappresenterà l'Italia al primo festival mondiale delle marionette in Kazakistan con lo spettacolo 'I sogni del poeta'. "Io ho costruito questo spazio rinunciando alla mia vita - racconta la Mancini - per evitare di buttarlo giù avevamo fatto una controproposta al Municipio, ma a quanto pare non sarà possibile perché i Fondi derivanti dalla vittoria di un bando che il Comune ha vinto sono utilizzabili solo per il progetto originario, che comprendeva la palazzina D, occupata ormai da molti anni". Federica Mancini spiega perché il Teatro sta rischiando di essere abbattuto, anche se potrebbe 'sorgere' in un altro luogo "ma non sarebbe comunque questo teatro e poi chissà tra quanto tempo verrebbe realizzato", aggiunge.

"Un progetto partecipato per la riqualificazione del quartiere, denominato "contratto di quartiere" - ricorda la Mancini - vinse il bando regionale nel 2008. Poi non se ne seppe più nulla, o forse presi dalle nostre peripezie non fummo attenti e ci perdemmo dei passaggi. Il progetto per un totale di 3,2 milioni di euro, prevedeva insieme ad altri interventi di riqualificazione del territorio (in parte già effettuate), anche la realizzazione di un "centro civico", (per un totale 1,8 milione di euro) uno spazio per le attività socioculturali del territorio, presso la palazzina D di via Federico Borromeo. In data 3 marzo era stato approvato dalla Giunta del nostro Municipio, costituita dal presidente Alfredo Milioni e altre tre sole persone, un progetto ben diverso da quello che un tempo doveva essere il "centro civico".

"Poiché non si è "riusciti" a trovare delle situazioni abitative alle persone che occupano la palazzina D, destinata appunto alla realizzazione del "centro civico" (meno di 20 persone), Milioni per non perdere questa bella cifra, ha ritenuto fosse più semplice usare altre strutture del Comune di Roma, quindi di abbattere tutto il complesso di strutture di via Federico Borromeo 75 e 77, che ospitano con regolari contratti, e che sono il polmone (oltre la biblioteca) socioculturale del quartiere: Il nostro Teatro la casetta, la comunità di S. Egidio, (e per non parlare del suo enorme e attento lavoro di volontariato che svolge con i diversamente abili e i meno fortunati, dei soldi spesi solo grazie ad offerte personali per ristrutturazioni della struttura) tutte le associazioni del centro Ditirambo confinanti il Centro anziani e il Teatro, e parte del centro anziani, per la costruzione di due palazzine di cui una (dove ora ci sono il Teatro e la Comunità di S.Egidio) per una superficie di circa 900 mq suddivisa in 3 piani, con relativo ristoro, con sottostante parcheggio, spazio destinato anche alle associazioni esistenti".


Ancora non si sa come verrà risolta la questione. "Il Teatro è di proprietà del Comune, ma quando ci è stato consegnato era in condizioni drammatiche. Da tempo il problema che affligge il Teatro La Casetta e noi dei Cantieri dello Spettacolo viene usato come battaglia politica, viene strumentalizzato. Io sono convinta che bisognerebbe pensare di più ai cittadini, non a farsi i dispetti tra destra e sinistra", conclude la Mancini.

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