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Quando il recupero diventa arte: l'opera di Zaffir Erdil donata alla scuola di via Sisto IV

L'artista ha creato una mano che sorregge una palla di terra. Il tutto realizzato con materiali trovati nel Parco del Pineto. Il lavoro ora si trova a Pineta Sacchetti, nell'atrio del plesso

L'artista e la sua opera

Zaffir Erdil è un artista italo-turco che vive in piazza Pio IX, zona Pineta Sacchetti. Per l'apertura straordinaria dell'ex cinema Colorado aveva realizzato un'opera costituita da materiale recuperato nel Parco del Pineto: una mano che sorregge una palla di terra, il tutto composto con elementi naturali. A racchiuderli, ha detto l'artista, "un'anima materiale" composta da una rete metallica, a simboleggiare la coesistenza, appunto, tra natura e la società. Adesso il lavoro è stato donato al plesso scolastico di via Sisto IV (elementari e medie) che fa parte dell'istituto comprensivo Maria Capozzi. 

Daniela Rinaldi, insegnante di lettere e membro del team di Pinacci Nostri, ha raccontato a RomaToday: "Insieme al preside, Daniele Liberatore, abbiamo deciso di consentire ai ragazzi di partecipare in prima persona. In pratica, hanno firmato i propri quaderni e i propri libri i quali, a seguire, sono stati utilizzati come piedistallo dell'opera. Questo a significare l'importanza della cultura".

Sull'iniziativa è arrivato anche il commento di Pinacci Nostri: "Una mano che regge una grande palla di terra, con materiali recuperati direttamente dal parco del Pineto, simboleggia il rispetto che noi tutti dobbiamo avere per l'ambiente e per il nostro pianeta. I ragazzi, da par loro, hanno costruito una base con i propri libri firmati, su cui appoggiare la grande mano, trasformandola in una bellissima installazione collettiva".

Due le curiosità. La prima è che Zaffir Erdil ha deciso di consegnare la sua opera al plesso di via Sisto IV invece che al Maam, il Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz, che sta sulla Prenestina. L'istituto scolastico è a metà strada tra la sua abitazione e l'ex cinema Colorado. Un segnale importante, questo, di appartenza al territorio e a un quartiere "che è un po' paese". La seconda è che la palla di terra, tra qualche mese, sarà ricoperta di muschio. A dimostrare che non si tratta di un'opera statica "bensì vivente"

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