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Case Ater a Primavalle: da dieci anni piove dal soffitto

In via Michele Bonelli, in tutti i lotti della case popolari, è possibile trovare abitazioni alle prese con infiltrazioni dai tetti, macchie d'umidità e muri scrostati. Da anni vanno avanti le lettere di protesta, ma nessuno interviene

case-primavalle-003Muri scrostati ed istoriati di macchie d’umidità per le frequenti infiltrazioni d’acqua. Catini sparsi sul pavimento e sui mobili per raccogliere le gocce d’acqua che cadono dal soffitto. Scena usuale, nelle uggiose giornate di pioggia, per gli inquilini delle case Ater di via Michele Bonelli a Primavalle (19° Municipio). Da una decina d’anni almeno, inviano lettere di protesta alla direzione dell’Ater (ex Iacp) ma alle promesse di sopralluoghi ed interventi risolutivi non ha mai seguito sinora nulla di fatto.

case-primavalle-003_3La signora Antonina, moglie dell’assegnatario dell’appartamento, signor Francesco Di Leva, che risiede da una trentina d’anni al quarto piano di un palazzo del “blocco 1” dei lotti Ater, è stata costretta a ricoprire il mobile-vetrina del salone con uno strato di cellophane per ripararlo dall’acqua che cade dal soffitto, rigonfio e con tracce di muffa in vari punti. “Quando piove qui ci sono 3 secchi per raccogliere le gocce che vengono giù a catinelle”, afferma indicando il pavimento.

E c’è da scommetterci, come testimonia anche il verbale del Servizio Igiene dell’Asl RME, che già lo scorso febbraio invitava il servizio manutenzioni dell’Ater ad intervenire, dopo aver accertato la presenza di infiltrazioni d’acqua piovana dal terrazzo condominiale sul soffitto sottostante, con gocciolamento sui mobili e  rischio per la salute degli occupanti.

case-primavalle-003_1Ed ancor prima, nel novembre 2008, erano intervenuti i vigili del fuoco, rilevando “infiltrazioni d’acqua nel soffitto causate dall’allagamento per le forti piogge del terrazzo condominiale.”, come citato nel verbale.

Al lotto 12 vive semi-segregata nel suo appartamento, in cui risiede dal 1959, e che ora occupa da sola da una ventina d’anni, la signora Jole Abodi, 82enne invalida al 100% , costretta a stare sulla sedia a rotelle dal 2005. Ma nel suo palazzo non c’è ascensore, si tratta di un edificio vetusto di vecchia progettazione, e lei può uscire alla luce del sole solo quando viene suo nipote per trasportarla giù dalle scale, peraltro sprovviste di corrimano. Come se non bastasse, i soffitti sono impregnati d’acqua a causa delle infiltrazioni, dal salone al bagno, è tutto intarsiato di muffa ed in alcuni punti l’intonaco si è staccato. A nulla sono valsi gli innumerevoli sopralluoghi effettuati: di operai ed imbianchini non si è mai vista traccia.

Spostandosi da una palazzina all’altra, il discorso non cambia ed il panorama rimane desolante. In casa del signor Teresio Cassone, dal soffitto della camera da letto piove a catinelle, sempre a causa del terrazzo condominiale che si allaga con gli acquazzoni, per “un’impermeabilizzazione alquanto obsoleta”, come recita il verbale dei vigili de fuoco intervenuti esattamente un anno fa, “chiedendo a chi di dovere di effettuare i lavori di assicurazione e ripristino, a salvaguardia dell’incolumità delle persone e preservazione dei beni”.

Sempre al “blocco 1” al 4° piano, la signora Renata, mostrando evidenti segni d’infiltrazioni d’acqua nel soffitto del salone e della cucina, che cade sui pensili, racconta che un anno fa l’avvisarono che gli operai sarebbero venuti a riparare, ma li sta ancora spettando. E nel palazzo accanto, ex proprietà del Genio Civile, l’androne è completamente diroccato, le pareti ed il soffitto sono scrostati, lasciando emergere il cemento, evocando l’atmosfera di tuguri di fortuna.

Altro disagio per gli inquilini, la scarsa illuminazione dei passaggi pedonali in quasi tutti i lotti, alcuni tratti dei quali immersi nel buio al calar delle tenebre, con grave minaccia per la sicurezza.

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