Giovedì, 28 Ottobre 2021
MonteMario Primavalle / Via di Selva Candida

Viabilità a Selva Candida: "Servono strade e collegamenti degni di una città civile"

Il cdq: "La bretella Cremolino-Casal del Marmo e il rifacimento di via Casorezzo sono opere indispensabili per la cittadinanza, a prescindere dal piano di recupero di iniziativa privata"

Prima le strade, poi il centro commerciale e gli appartamenti. Un grido che si ripete con frequenza costante a Selva Candida e che da tempo ha trovato sfogo in una petizione on line. Eppure per il Comitato di quartiere non ha abbassato la guardia: “Le opere viarie previste nel progetto CMB (messa in sicurezza di via di Selva Candida, la bretella Cremolino-Casal del Marmo, il rifacimento di via Casorezzo) sono opere indispensabili per la cittadinanza e devono essere realizzate, a prescindere dalla sorte di questo piano di recupero di iniziativa privata”.

Abbiamo letto il verbale della Commissione Capitolina VIII del 5 ottobre 2016 che aveva come tema dei lavori l’aggiornamento sullo stato delle procedure per la realizzazione delle opere a scomputo previste dal Piano di recupero di iniziativa privata in Selva Candida, ovvero il progetto a tutti noi più noto come CMB e viabilità a Selva Candida - ha scritto il Comitato in una nota - il lungo elenco di punti e fasi ci ha permesso di individuare i tanti attori coinvolti: Comune, Acea, Atac e Regione”. Da qui la domanda: “Se manca il parere dell'Atac, se Acea non ha definito gli aspetti di smaltimento delle acque, chi deve provvedere a sollecitare ed ottenere questi pareri se non il Comune?”.

Ma i quesiti non sono finiti: “Chi deve chiedere inoltre all'Assemblea capitolina di inserire all’ordine del giorno la scrittura di una delibera per gli espropri ancora necessari, affinché si possano avviare i lavori per la costruzione della bretella Cremolino-Casal del Marmo? E ancora: adesso che il Dipartimento periferie è stato chiuso, chi si occupa del progetto?”.

Il Comitato, inoltre, ha evidenziato che “sfuggono i procedimenti secondo cui, pur non essendoci ancora il cambio di destinazione d'uso per la parte residenziale del progetto, pur non essendosi conclusa la Conferenza di servizi, si sia potuto aprire il cantiere (dicembre 2015) per la costruzione del Centro commerciale e delle case. Quanto al cronoprogramma dell’intero progetto Cmb (da quanto letto nel verbale e ascoltato anche durante i lavori della Commissione, perché il Comitato era presente) più volte annunciato dalla precedente Amministrazione, non c'è e forse non potrà mai esserci se la Conferenza di Servizi non concluderà il suo lavoro, che comporta ancora un lunghissimo elenco di cose da fare.

Prendiamo atto – ha sottolineato il Cdq – grazie ai lavori della Commissione VIII di Roma Capitale presieduta da Donatella Iorio (M5S) che tanti sono gli attori coinvolti, che tante cose sono ancora da fare e che manca un coordinamento dell’intera procedura. Il progetto Cmb ha origini ormai lontane nel tempo (2007) e, dopo infinite vicissitudini e tante false partenze (l’ultima a ottobre 2015) scopriamo che in realtà il progetto è ancora in alto, altissimo, mare”.

Così ecco la richiesta: “Il Consiglio e la giunta del Municipio XIV comincino un serio lavoro, insieme ovviamente all’Assemblea Capitolina, per dare adeguata risposta all’inderogabile esigenza del quartiere di strade e di collegamenti degni di una città finalmente civile.

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