rotate-mobile
Martedì, 16 Aprile 2024
Edilizia scolastica / Primavalle / Via Leonardo Bianchi, 7

La materna chiude un anno per lavori: la “diaspora” dei bambini fa infuriare le famiglie

La protesta dei genitori della scuola dell'infanzia C'era una volta a Monte Mario: "Vogliamo sapere dove andranno i nostri figli". Ma il Municipio XIV attende di sapere se 80 bambini su 138 confermano l'iscrizione fatta altrove

Muffa e infiltrazioni che rendono gli ambienti insalubri. La scuola materna deve così chiudere per lavori improrogabili e sei classi dovranno essere ricollocate altrove, ospitate per almeno tutto il prossimo anno negli altri plessi del territorio. Succede alla scuola dell’infanzia C’era una volta, a Monte Mario, dove i genitori sono in protesta contro le modalità di assegnazione delle nuove destinazioni decise dal municipio. 

La protesta dei genitori della scuola dell'infanzia C'era una volta 

Le famiglie, causa tempi di percorrenza altissimi, “circa 40 minuti per fare 3 chilometri” - dicono, hanno respinto la prima opzione: ossia il trasferimento dell’intera comunità scolastica alla Andersen, con il XIV che avrebbe messo a disposizione un apposito servizio di trasporto scolastico. Così dopo la completa mappatura degli spazi disponibili a Monte Mario sono tre i plessi che possono ospitare i bambini provenienti da via Leonardo Bianchi: la scuola Calasanzio in via Assarotti; la Girasole in via Taverna e la Stefanelli, plesso Amici-Di Meglio, in via Bellingeri, proprio attigua alla C’era una volta. Ricollocazioni da effettuare in base ad una graduatoria che tiene conto di criteri quali: disabilità degli alunni eventuali fratelli frequentanti la scuola Stefanelli, la più ambita. Intanto,  senza una soluzione definitiva, 80 famiglie su 138 hanno fatto una iscrizione ex novo per l’infanzia e attendono la graduatoria per capire se accettare il posto della nuova iscrizione o se rimanere nella nuova soluzione proposta per il C’era una volta.

“Ma vista la miopia, l’incompetenza e la dissennatezza delle persone che dicono di essere al servizio del cittadino, la graduatoria, che è stata già stilata in via ufficiosa, - tuonano i rappresentanti d’istituto e di classe della C’era una volta - si potrà avere solo dopo il 20 aprile quando saranno decaduti i termini per accettare o rifiutare il posto della nuova iscrizione. Questa azione scriteriata getta nell’incertezza tutte le famiglie che non sanno ovviamente cosa fare. Non sapendo in quale scuola verrà spostato il proprio figlio sono costrette a scegliere alla cieca se accettare l’iscrizione fatta presso un altro istituto o lasciarla decadere. A momento, le classi del C’era una volta sono 6 e tale numero di classi permetterebbe a quasi tutte le maestre di rimanere nell’organico della scuola. Non fornendo le graduatorie e quindi i plessi di assegnazione, il municipio sta portando le famiglie ad accettare il nuovo posto assegnato con la nuova iscrizione (il famoso “certo per l’incerto”). Questa diaspora su altri istituti - sottolineano le famiglie - porterà quindi il numero di classi in essere a diminuire e a far quindi decadere molte delle maestre in carica, che dovranno essere ricollocate su altre scuole (minando quindi l’organizzazione di vita delle stesse maestre). E alla ovvia distruzione dei gruppi classe a discapito dei bambini. Questa secretazione della graduatoria quindi, oltre che inutile, risulta ovviamente dannosa per tutti gli attori della vicenda”. Da qui la protesta e la richiesta di vedere prima del 20 aprile la graduatoria stilata. 

La replica del Municipio XIV

“Quanto affermato sul lavoro del municipio è una mistificazione” - replica Andrea Montanari, presidente della commissione scuola del Municipio XIV. “Noi abbiamo messo in condizione tutte le famiglie di fare delle scelte chiare”. Il consigliere Pd al Santa Maria della Pietà rivendica con orgoglio l’intervento, da un milione e mezzo di euro, per la C’era una volta.  “Ristrutturiamo una scuola che presenta delle grandissime criticità. E’ un intervento talmente strutturale e invasivo che non si può fare con i bambini all’interno. Servirà un anno per avere la scuola nuova. La soluzione amministrativa più semplice - dice a RomaToday - era quella di portare i bambini ad Andersen proponendo anche il servizio di trasporto scolastico. Raccogliendo il diniego da parte dei genitori ci siamo adoperati per trovare delle soluzioni alternative non penalizzanti, tant'è che i plessi proposti distano al massimo 8-900 metri dalla C'era una volta e sono oltretutto quelli scelti in maniera significativa da gran parte delle famiglie che hanno presentato domanda di iscrizione. Abbiamo fatto un lavoro di mappatura delle scuole limitrofe trovando gli spazi più idonei e comodi. Ma la risposta che chiedono i genitori non possiamo darla prima del 20 aprile non sapendo appunto - sottolinea Montanari - se le 80 famiglie che hanno deciso di iscriversi presso altre scuole confermeranno o meno. Dobbiamo avere una panoramica completa e certa, dati cristallizzati, prima di prendere delle decisioni che oltretutto - conclude Montanari - riguardano l’aspetto amministrativo e non politico”. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La materna chiude un anno per lavori: la “diaspora” dei bambini fa infuriare le famiglie

RomaToday è in caricamento