MonteMario Selva Candida / Via Santi Audiface ed Abacuc

Selva Candida, docenti sul blitz di Renzi a scuola: "Nessuno ci ha avvertito"

Il premier il 22 novembre scorso in visita al plesso di Selva Candida. Gli insegnanti dell'istituto di via Casal del Marmo: "I genitori del Consiglio erano informati, noi no"

“Non siamo stati avvertiti”. La voce è quella di una insegnante dell’Istituto comprensivo Pablo Neruda, di via Casal del Marmo. Il riferimento è alla visita del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, avvenuta lo scorso 22 novembre al plesso di Selva Candida. “I genitori del Consiglio erano informati, il corpo docente no”. 

A non andare giù,  il fatto che la ‘Giornata per la sicurezza nelle scuole’ abbia assunto, a detta degli educatori, altre note. Non solo: quel giorno c'è stato (anche se qualcuno ha confidato che non è stato troppo pubblicizzato) il taglio del nastro della scuola primaria, aperta a settembre tra mille polemiche. Tanta carne al fuoco, insomma. Così, tra il 24 e il 25 novembre, maestre e maestri, professori e professoresse hanno scritto un documento, che al momento ha raccolto oltre settanta firme.

Ne è nata una kermesse festosa che ha glorificato le magnifiche sorti della scuola come disegnata dal nuovo impianto normativo. Peccato – hanno segnalato – che il corpo docente del nostro Istituto (come in gran parte del Paese) si sia espresso in questi lunghi mesi in modo assolutamente contrario ai presupposti ideologici e agli effetti negativi della “Buona Scuola”, come risulta dal documento deliberato all’unanimità nell’assemblea sindacale del 21 aprile 2015 e come confermato dalla partecipazione costante ai flash mob, dall’adesione in massa allo sciopero generale del 5 maggio 2015 e dalla protesta del 'blocco degli scrutini' contro la legge 107.”

Crediamo che la scuola pubblica debba essere uno spazio aperto, democratico, pluralistico, ma che non possa diventare la sede dell’ufficio stampa del Governo – hanno puntualizzato – né di qualsiasi forza politica di opposizione. Utilizzare gli studenti come estemporanea e inconsapevole claque per uno spot sulla 'Buona Scuola, organizzato a nostra insaputa, ci pare non rispettoso delle istituzioni, che politici e docenti hanno l’onere e l’onore di rappresentare”.

Infine, a dar fastidio, “le polemiche strumentali” apparse sul web. “Ci dichiariamo estranei all’uso propagandistico dell’immagine dei nostri studenti e del personale scolastico. E ci dissociamo categoricamente da qualsiasi forma di glorificazione della legge 107 che a noi sembra, invece, un palese tradimento della scuola così come concepita dalla Carta costituzionale”.

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