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Primavalle: questore commemora Sebastiano Vinci, ucciso dalle Br

Il 19 giugno del 1981, in un agguato terroristico, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco il vicequestore Sebastiano Vinci, allora dirigente del commissariato Primavalle

Il 19 giugno del 1981, in un agguato terroristico, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco il vicequestore Sebastiano Vinci, allora dirigente del commissariato Primavalle. Questa mattina, il Questore di Roma Francesco Tagliente, ha voluto ricordare il contributo della polizia di Stato nella lotta al terrorismo, in occasione della cerimonia per la commemorazione del 30° anniversario della sua morte. A nome del capo della Polizia, Prefetto Antonio Manganelli, ha deposto una corona d'alloro sulla lapide collocata all'interno del commissariato «Primavalle». Il quartiere Primavalle, all'epoca, era al centro di forti tensioni politiche e Vinci, ha combattuto tenacemente i terroristi che stavano cercando di trasformare il quartiere in una loro roccaforte. Quel 19 giugno del 1981, Vinci, 44enne, si trovava a bordo dell'autovettura di servizio, condotta dall'agente Pacifico Votto. Erano le 13.30 quando il veicolo, fermo ad un semaforo all'incrocio tra via S. Cleto Papa e via della Pineta Sacchetti, venne attaccato da un commando terroristico delle Brigate Rosse, composto da quattro giovani, tra cui una donna. Il funzionario, gravemente ferito da numerosi colpi d'arma da fuoco, morì poco dopo al policlinico Gemelli. L'autista, sebbene gravemente ferito, reagì comunque, rispondendo al fuoco e mettendo in fuga il Commando. Poche ore dopo, l'attentato terroristico venne rivendicato con una telefonata giunta alla redazione del quotidiano «Il Secolo d'Italia» dalle «Brigate Rosse- Colonna XXVIII marzo» che nei giorni successivi fecero anche rinvenire in varie zone della Capitale dei volantini a firma «B.R.». Le indagini della Digos di Roma consentirono di individuare, nel 1982, tre covi delle Brigate Rosse, il sequestro di armi e munizioni, e l'arresto di 10 terroristi che, in concorso con altri, vennero successivamente condannati anche per l'omicidio del Vinci. In occasione della cerimonia, il Questore ha esaltato l'Importanza della «memoria», per mantenere in vita e continuare ad alimentare i valori di Istituzioni quali le Forze dell'Ordine, la Magistratura e tutte le Amministrazioni, per le quali le 46 vittime del terrorismo si sono battuti, fino al sacrificio della propria vita. Presenti anche il fratello della vittima, e Pacifico Votto, ora in pensione, che ha rievocato commosso alcune fasi del vile agguato. Nella serata di ieri, a piazzale della Radio, alla presenza del Questore di Roma Francesco Tagliente, la Fanfara della Polizia di Stato si è esibita in un concerto in memoria di altre due vittime del terrorismo, gli agenti di P.S. Rolando Lanari e Giuseppe Scravaglieri.

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