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Primavalle, via Ascalesi: murale imbrattato da una croce celtica

Colpite le opere di Monika 'MK' Pirone e Giulia Bannister Di Vara. La prima: "Vandalismo fine a se stesso". L'altra artista: "Alla mancanza di rispetto rispondere con fiori e colori"

Il murale imbrattato in via Ascalesi (foto Facebook di Maurizio Mequio)

Una croce celtica su un murale in via Alessio Ascalesi, a Primavalle. La foto è stata pubblicata su Facebook da Maurizio Mequio ed è stata condivisa anche su altri gruppi del social network. L’opera di street art a quattro mani - Purification, quella firmata da Monika ‘MK’ Pirone e Guarda oltre di Giulia Bannister Di Vara -  era apparsa due anni fa, per il Festival organizzato da Muracci Nostri

Pirone, contattata da Roma Today, ha parlato di “vandalismo fine a se stesso. Spiace quanto avvenuto, è chiaro. Ma purtroppo sono i rischi che si corrono quando regali qualcosa alla strada. Nei prossimi giorni, con molta probabilità, tornerò in zona. L’intenzione è rimediare a quanto avvenuto”.

Sull’opera, MK ha spiegato: “Andai sul posto per un sopralluogo. All’angolo della strada c’era una comitiva di ragazzine, che spesso si riuniva lì. Così mi è venuta l’idea di creare qualcosa di etereo, pulito, con un messaggio andate oltre il quartiere, volate alto. Colgo l’occasione – ha sottolineato – per ringraziare Muracci Nostri e l’importante lavoro che svolgono, con passione e dedizione. Un plauso, poi, a Maurizio Mequio creatore di Muracci anche se ha preso altre strade. Adesso, infatti, sta lavorando al progetto La Neve negli Occhi, a Pineta Sacchetti”. 

Giulia Bannister Di Vara, da par sua, ha commentato: “Penso che la libertà di espressione abbia sicuramente più sfaccettature ma che il rispetto dovrebbe essere alla base per una giusta convivenza tra simili. Ovviamente, essendo il nostro intervento richiesto e permesso, dispiace vedere come sia stato soggetto di screzio da parte di un fantomatico schierato.  Tutte le opere di strada – ha continuato – sono un valore aggiuntivo ai quartieri e fortunatamente buona parte degli abitanti le rispettano e le appezzano, proprio perché danno colore e forza alla loro vita quotidiana.

"Con gli artisti del gruppo Muracci Nostri – ha puntualizzato – l'abbiamo constatato su pelle, durante la fase di pittura e parlando a stretto contatto con molti di loro, entusiasti di portare l'attenzione e passione in un quartiere popolare molto spesso soggetto a soli fatti di cronaca, il più delle volte negativi o legati al passato. Alla mancanza di rispetto – ha insistito – non ci resta che rispondere con altri fiori e colori, nell'augurio di placare gli animi e far rifiorire quell'angolo di speranza”.

Infine, l'illustrazione del proprio disegno: "Una dea protettrice come buon auspicio. Il terzo occhio a simboleggiare la saggezza e l'onniscenza, in grado di vedere al di là di una semplice visione terrena, che può essere paragonato a un risveglio spirituale. Riuscire a vedere la verità delle cose eliminando i pregiudizi, i preconcetti. Un'onda arcobaleno con la scritta Guarda oltre le apparenze. Un memo – ha concluso – per ricordare di sfidare sempre le apparenze. E dare una speranza ai quartieri popolari".

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