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Selva Candida, a due anni dall'annuncio della fine dell'iter arriva una nuova delibera

Non sarà più un Piano di recupero ma un Programma integrato. Montuori: "Cambia strumento urbanistico ma il progetto è lo stesso"

Foto Facebook Donatelli Iorio

Una nuova delibera e, soprattutto, un altro strumento urbanistico “proceduralmente più adeguato”: il Piano di recupero di Selva Candida diventerà un Programma integrato. Sembra solo un gioco di termini tecnici e, invece, è l’ultimo atto di una lunga vicenda che dovrebbe portare alla realizzazione di un nuovo centro commerciale e circa 320 appartamenti là dove un tempo c’era l’ex sede di Alitalia, abbattuta nel 2010, e, in cambio, il costruttore privato realizza una serie di opere pubbliche esterne che dovrebbero rendere più scorrevole la sostenibilità dell’intero quadrante, molte attese dai residenti della zona.

Come è emerso nel corso della commissione Urbanistica che si è tenuta il 25 giugno scorso in merito la proposta di delibera è ora al vaglio del Segretariato generale di Roma Capitale e, una volta terminate le verifiche, approderà in Giunta e poi in Aula. Una volta approvata dovrà poi passare alla Regione Lazio per l’approvazione delle autorizzazioni di competenza. I tempi con i quali verrà portata a termine l’operazione, però, non si conoscono. Quel che è certo è che non sarà più un Piano di recupero ma un Programma integrato.

“Non possiamo nascondere che c’è stata una battuta d’arresto per un problema sorto nell’ambito dell’iter procedurale che doveva portare all’approvazione”, le parole della presidente della commissione capitolina Urbanistica, Donatella Iorio. Era infatti il 25 gennaio del 2018 quando, nel corso di una riunione con i cittadini, l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori annunciava che il progetto, che inizialmente doveva essere pronto entro il 2013, sarebbe diventato presto concreto. Poi tutto si è fermato. “Oggi la notizia è che il problema è stato risolto”, continua Iorio.

A spiegare cosa ha bloccato per altri due anni il progetto la cui impostazione risale ai tempi dell’approvazione del Piano regolatore, era il 2008, e che aveva già ricevuto il via libera della Conferenza dei servizi e ottenuto il rilascio del permesso , è stato l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, nel corso della commissione: “La delibera è stata sottoposta al Segretariato generale per la vigilanza” ed è emerso che “non si poteva applicare un piano di recupero su un’area che ormai era già libera in quanto erano già state effettuate le demolizioni”. Poi ha aggiunto: “Il progetto rimane lo stesso, viene modificato solo lo strumento attuativo”.  

Presente alla seduta anche un esponente della cooperativa che dovrà realizzare l’intervento, la Cmb, che ha confermato l’impegno a portare a termine il progetto non senza sottolineare la “fatica” di averlo atteso dieci anni e la speranza di “poter andare al mare con la delibera sotto braccio”. Quindi di vederla approvata entro l’estate, anche se, in merito, non è stata comunicata alcuna tempistica da parte degli uffici capitolini. 

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“Sin dal 2016 siamo al lavoro con costante impegno per mettere ordine in un iter procedurale che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione”, spiega Iorio. “Oggi, dopo 4 anni, possiamo affermare che gli uffici sono riusciti a dipanare l’ingarbugliata matassa amministrativa. La volontà politica è quella di portare avanti parallelamente l’iter di approvazione del Programma Integrato e quello relativo alle opere pubbliche esterne ad esso connesse, che consistono nella realizzazione della bretella Cremolino tra via di Selva Candida e Via Casal del Marmo e la risistemazione di Via di Selva Candida. Infrastrutture essenziali per quel quadrante che, insieme alla realizzazione del collegamento tra via di Casorezzo e Via di Esperia Sperani, contribuiranno a migliorarne la viabilità locale e la sicurezza stradale”.

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