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Case popolari Primavalle, Ortale: "Il degrado non può dipendere solo dalla mancanza dei fondi"

Secondo il vicepresidente del Consiglio del Municipio XIX e capogruppo del Prc Fds è necessario un piano di risanamento complessivo dato che le condizioni dei lotti sono pessime, tra intonaco che cade, cantine allagate e cortili al buio

E' necessario un piano di risanamento complessivo e non si può implicare solo alla mancanza di fondi il degrado delle case popolari di Primavalle. E' quanto sostiene il vicepresidente del Consiglio del Municipio XIX e capogruppo Prc/Fds Claudio Ortale in seguito ad un controllo delle palazzine effettuato insieme ai responsabili della manutenzione dell'Ater di Roma, il membro del Cda Zuppello e l'Unione Inquilini. I lotti controllati sono 25, 26, 27 di via Lorenzo Litta; 18, 19, 28 e 29 di via Pietro Bembo; 30 di via Michele Bonelli e il blocco secondo di via Bernardo da Bibbiena.

Le condizioni della maggior parte dei lotti da noi visitati sono davvero pessime ed in alcuni casi, vedi in modo particolare i lotti 18 e 19 di via Pietro Bembo, ben oltre il limite dell’accettabile per una città che si reputa Capitale d’Italia - scrive Ortale - Non è solo un problema di cornicioni, balconcini, comignoli e tettoie che si sono praticamente sbriciolati alla prova delle due nevicate dello scorso febbraio (domanda: ma al nord gli intonaci vengono forse da un altro pianeta?) lasciando gli spazi comuni in condizioni pietose e con pezzi di muri ammalorati che penzolano in bella vista. Abbiamo fotografato un quadro che evidenzia lavori precedentemente svolti, appena 5 anni prima, vedi il caso della ristrutturazione dei lotti 25-26-27, fatti male e che in varie parti già versano in uno stato degradato".

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Il vicepresidente del Consiglio del Municipio XIX fa notare che interi cortili dei lotti, come il 18, 19, 27, 29 e 30, che ormai da diversi anni sono rimasti praticamente al buio per il mancato rifacimento delle linee elettriche. "Ora sembra che alla fine del mese dovrebbero partire i lavori per ridare la luce ad alcuni di questi lotti - continua - ma ancora non a tutti. Primavalle continua ad essere una ex borgata a luci accese e a luci spente, alla faccia della tanto sbandierata campagna del sindaco Alemanno sulla sicurezza. Molte le grondaie rotte o deteriorate e tanti i casi di infiltrazione d’acqua nelle pareti e nelle cantine. E’ appena il caso di menzionare le cantine di una scala del blocco secondo, dove gli inquilini devono galleggiare sopra palanche in legno per raggiungere le cantine allagate".

Una nota positiva viene menzionata. "Il verde e le pulizie sono una delle poche cose che si è riusciti da un paio di anni a riportare ad una condizione quasi decente, dopo la battaglia portata avanti da Rifondazione Comunista di Primavalle - prosegue Ortale - contro i finti interventi da parte del soggetto concessionario dell’appalto e il mai rispettato cronoprogramma degli interventi che veniva esposto in bella mostra su uno dei link nelle pagine del sito ufficiale dell’Ater di Roma. Ma, in verità, lo stato di degrado delle case popolari di questa ex borgata romana non può essere attribuito alla sola mancanza di fondi, così come ci hanno ripetuto sistematicamente i tecnici nel corso del sopralluogo. Quando vedi lavori di rifacimento di intere e lunghe murature che dopo neanche un anno ti vengono giù con l’intonaco e le parti sottostanti che si sbriciolano, non puoi dire che è solo un problema di mancanza di soldi o della gente incivile che spacca tutto", incalza Ortale.

Troppo spesso la ditta amica del politico, del dirigente o del consigliere tal dei tali ti presta il suo favore per l’intervento in più che gli chiedi in cambio di un occhio od entrambi chiusi durante lo svolgimento delle opere più importanti. Questo è quello che bisogna cominciare a rompere e spezzare, perché sennò hai voglia a ripetere come un disco incantato che mancano i soldi. Le case popolari sono un bene comune di tutti e per tutti noi, non possiamo continuare a far finta di niente. Serve con urgenza un piano di risanamento complessivo - conclude il capogruppo di Rifondazione Fds - che recuperi tutto il patrimonio e favorisca, quindi, la buona occupazione e non il proliferare dei soliti sub sub appalti dove trovi più lavoro nero che diritti, più sfruttamento che sicurezza sul lavoro”.

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