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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Primavalle Primavalle / Via Pietro Gasparri

Le nuove case Ater di Primavalle ancora non vedono luce. I motivi del ritardo

Tre anni fa doveva essere ultimata la demolizione del complesso di via Gasparri. Ad aprile 2024, dopo intoppi amministrativi ed errori tecnici, si è arrivati alla richiesta di occupazione suolo pubblico per dare via al cantiere

A inizio febbraio 2022 era "tutto pronto". I lavori di demolizione della palazzina di via Gasparri 33-45 a Primavalle erano stati annunciati in pompa magna dall'allora presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dall'assessore all'urbanistica Massimiliano Valeriani. Un progetto di realizzazione di nuovi alloggi Ater al posto di un edificio fatiscente e pericoloso, occupato abusivamente da trent'anni. Dopo oltre due anni non è stato fatto praticamente nulla, se non buttare giù qualche parete interna e stendere qualche rete arancione per delimitare l'area. I motivi? Finanziari, burocratici, tecnici. 

Il progetto Ater a via Gasparri

Facciamo un passo indietro. A via Pietro Gasparri negli anni '70 una palazzina abbandonata, destinata a ospitare l'Asl ma rimasta vuota, viene occupata da famiglie in emergenza abitativa. Dodici nuclei che se ne impossessano e crescono figli e nipoti in uno stabile senza manutenzione: infiltrazioni, crepe, caduta di calcinacci, problemi alle fondamenta. Insomma, una trappola. Per decenni si discute di come risolvere la situazione, finché non si arriva all'approvazione di un progetto di demolizione e ricostruzione. Nel 2021 si arriva al primo grande risultato: i nuclei vengono trasferiti in altri alloggi Ater, sempre a Primavalle. 

Tempi lunghi per le case "green"

Un anno prima, poco prima dello scoppio della pandemia in Italia e nel Mondo, Ater annuncia il restyling: demolizione e ricostruzione. Verranno creati 12 alloggi a basso consumo energetico, dando seguito ad un Contratto di quartiere risalente ai primi anni Duemila e mai completamente attuato. Un'operazione che segue quella, riuscita, in via Pietro Bembo dove dal 2019 vivono 18 famiglie in una palazzina completamente nuova, colorata, "green", tirata in piedi al posto di un edificio fatiscente demolito dieci anni prima. Peccato, però, che per via Gasparri i tempi si siano allungati. 

Cantiere mai partito

Renato Rizzo di Unione Inquilini recentemente ha fatto un sopralluogo sul cantiere, notando un immobilismo totale: "I lavori, secondo quanto si legge sul cartello, dovrebbero finire il 10 ottobre di quest'anno. È elementare che il progetto del contratto di quartiere sulle palazzine di via Gasparri è in drammatico ritardo. Come Unione Inquilini chiediamo.all'Ater di Roma di intervenire sulla ditta appaltatrice affinché iniziano le operazioni di demolizione e ricostruzione". Ma la ditta appaltatrice, cioè il raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto dalla Dell'Orco Srl e dalla Fenice Srl, non hanno grandi responsabilità. 

cantiere primavalle

I motivi del ritardo

Innanzitutto, a giugno 2023 era emerso un problema economico. I costi per i lavori sono lievitati: i 2,8 milioni di euro stanziati inizialmente dalla Regione Lazio non bastavano più, visto anche l'aggiornamento dei prezzi stabilito dall'ente stesso. E infatti l'importo del nuovo contratto d'appalto è superiore ai 3,2 milioni di euro. Superato questo scoglio, se n'è presentato un altro: un errore nella documentazione presentata da Ater Roma al XIV municipio per richiedere la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Il documento è arrivato sul tavolo dei tecnici municipali il 3 marzo 2023 e subito questi si sono accorti che c'erano delle incongruenze tra gli interventi previsti e la normativa edilizia e urbanistica vigente. Forse, ma su questo punto non si hanno certezze, una difformità nelle metrature interne.

Se ne riparla nel 2025

Quindi, dopo una serie di incontri tra tecnici, l'Ater ha ripresentato la SCIA con le integrazioni/modifiche richieste. Ci è voluto un anno: l'ultimo documento è arrivato il 27 marzo 2024. Due settimane dopo, fatte le necessarie verifiche, il municipio ha rilasciato il "nulla osta" per accogliere la SCIA e questo ha fatto sì che partisse l'iter per l'occupazione di suolo pubblico. Una formalità, sarà questione di giorni. A quattro anni di distanza dall'annuncio del progetto, a tre dal trasferimento delle famiglie, forse il cantiere per la demolizione e ricostruzione di 12 alloggi in via Pietro Gasparri sta iniziando. Poi ci vorrà un altro anno: invece che a ottobre 2024, come da cartello di inizio cantiere, se ne parlerà (forse) a maggio 2025. 

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