Domenica, 25 Luglio 2021
Ottavia Ottavia / Viale Antonio Gandin

Selva Candida, torna la luce su viale Antonio Gandin. E il M5s ci mette il cappello

Il presidente del Municipio XIV, Campagna: "Questo è quello che abbiamo trovato: opere incompiute, lavori fatti con 'superficialità'. Risollevare una città lasciataci in macerie non è semplice"

Viale Antonio Gandin illuminato (foto Facebook Michele Menna)

"Fiat lux” (Sia fatta la luce) ha annunciato Alessandra Agnello, presidente della commissione capitolina Lavori pubblici. “Altro nodo sciolto dal pettine a Cinque Stelle” ha commentato Michele Menna, assessore all’Urbanistica del Municipio XIV, aggiungendo: “Vediamo stavolta chi ci mette il cappello”. Dopo un anno è tornata l’illuminazione lungo viale Antonio Gandin, strada che congiunge Palmarola e Selva Candida. A dicembre del caso ‘al buio’ se ne occupò persino Striscia La Notizia, con l’inviato Riccardo Trombetta. “Abbiamo monitorato costantemente i lavori di ripristino con il Dipartimento Simu di Roma Capitale e Acea – ha riferito Agnello sulla sua pagina Facebook – da oggi (ieri 15 giugno, ndr) via Gandin ha l'illuminazione e la segnaletica orizzontale nuova di zecca”

“La strada è in sicurezza e in manutenzione con il fine collaudo, la nuova segnaletica e l'adeguamento dell’illuminazione”. Questi gli interventi resi noti da Menna, che ha continuato: “La strada era stata consegnata senza conformità degli impianti e presa in carico dal Municipio senza verificare i lavori e la documentazione con Acea, che avrebbe dovuto effettuare la manutenzione per l’illuminazione. La linea elettrica – ha insistito – era collegata al quadro delle gallerie del Gra, gestione Anas e i documenti post-opera non erano completi”.

Al coro si è unito anche il minisindaco, Alfredo Campagna: “Questo è quello che abbiamo trovato: opere incompiute, lavori fatti con ‘superficialità'.  Dalle grandi alle piccole opere eseguite senza seguire il giusto iter amministrativo e tanto altro ancora. Stiamo lavorando senza sosta per rimettere ordine a tutto questo ma risollevare una città lasciataci in macerie non è semplice – ha notato – noi continuiamo, a testa bassa, a fare quello che siamo stati chiamati a fare, ma da soli non possiamo farcela, questo è sicuro.  Abbiamo bisogno dell'aiuto di ogni singolo cittadino che tiene alla propria città. Aiuto – ha concluso – che passa dalla pazienza nel sopportare tutto quello che ancora non funziona, al sostegno per aiutarci a difendere il bene pubblico dall'inciviltà, che purtroppo vediamo ogni giorno”.

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