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Palmarola - via Lezzeno, la Regione approva il toponimo: al via il recupero urbano

Ultimo atto per la partenza del progetto per sanare la zona ex abusiva e completare il tessuto residenziale con spazi pubblici, aree verdi e servizi. L'Ass. Cecera (LL.PP. XIV) spiega le prescrizioni più significative

C'è anche quello di Palmarola - via Lezzeno tra i tre toponimi approvati recentemente dalla Regione Lazio. Con l’ultimo formale passaggio a Roma Capitale per il vero e proprio via libera, si tratta di fatto della conclusione di un lungo iter per la partenza del progetto "che si propone di completare il tessuto residenziale ex abusivo, integrandolo con un sistema di spazi pubblici, aree a verde e servizi di tipo pubblico e privato attraverso la definizione  di una rete viaria principale e secondaria" come spiega nel dettaglio l'Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XIV Alessio Cecera.

"E' un progetto di recupero urbano per sanare la zona ex abusiva non perimetrata nella zona "O". Sono lotti edificabili che furono bloccati perche non dotati di un piano particolareggiato, senza  il quale non si può infrastrutturare il territorio" continua l'Assessore tra le righe del proprio profilo facebook. 

Il toponimo infatti, che più precisamente prende il nome di "19.2 Palmarola - via Lezzeno", riguarda nello specifico un'area perimetrata dal Piano Regolatore a ridosso del lato internto del Raccordo: su questa, il Comune aveva avviato un processo partecipativo attraverso un incontro pubblico con la cittadinanza risalente a circa 3 anni fa. "E' importante ora proseguire il lavoro con l’approvazione degli altri Toponimi adottati, in particolare Palmarolina e Tragliatella, al vaglio della Regione Lazio" continua Cecera. 

Ma cosa comporta nello specifico tale recente approvazione? Le prescrizioni più siginificative del nuovo toponimo "Palmarola-via Lezzeno" riguardano ad esempio la non possibilità di realizzare fabbricati di grandi dimensioni. "Anche per l'edilizia pubblica l’indice territoriale non permette interventi di edilizia intensiva. Le abitazioni previste avranno quindi le caratteristiche del villino (familiare, bi-familiare, tri-familiare e quadri-familiare)".

Dal punto di vista ambientale, sarà prevista la piantumazione di alberi ad alto fusto. Gli standard urbanistici e tutti gli spazi pubblici dovranno prevedere la realizzazione di spazi fruibili anche da persone con ridotta o impedita capacità motoria e sensoriale. La raccolta delle acque meteoriche dovrà essere separata da quella delle nere, così da evitare da un lato ripercussioni negative sull’ambiente e dall'altro consentirne il riuso lì dove e come consentito.

"Dovranno essere adottate le migliori tecnologie di efficienza e risparmio energetico (...) e l’utilizzo delle energie rinnovabili anche per l’illuminazione delle strade e per la segnaletica luminosa - continua Cecera, e infine - la realizzazione degli edifici dovrà avvenire attraverso opportuni accorgimenti costruttivi finalizzati a ridurre la concentrazione di gas radon e garantire il rispetto dei relativi livelli di riferimento stabiliti dall’Unione Europea".

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