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Ottavia, scavi archeologici e reperti dell'antica necropoli. "A quando un museo?"

I sorprendenti ritrovamenti presentati dalla Soprintendenza in un incontro con la rete della associazioni di promozione sociale del Municipio XIV. Dalla via Francigena alle rovine dell'antica Veio, "Roma non può farsi trovare impreparata"

Gioielli, suppellettili, un'antica strada e i resti di alcune tombe caratteristiche dell'antica necropoli di Veio. Questi sono solo alcuni dei preziosi
reperti ritrovati nel corso degli scavi guidati dalla Soprintendenza archeologica di Roma in occasione di un progetto edilizio privato nel quartiere di Ottavia e Lucchina. Una zona che, con i suoi due principali siti archeologici (l'Ipogeo degli Ottavi di via della Stazione di Ottavia 73 e il Ninfeo della Lucchina nei pressi dell'area di servizio davanti ai Giardini di Ottavia) rappresenta solo uno dei tanti altri casi in cui la corsa all'urbanizzazione (e con questa, spesso, all'edilizia selvaggia) non può che cedere il passo alla storia e alle magnifiche tracce di antiche e affascinanti civiltà i cui tesori tornano finalmente di nuovo alla luce.

GLI SCAVI - In questo caso, è il programma urbanistico della compensazione edilizia "Divino Amore" che ha dovuto fare i conti con le antichissime origini dell'area. I ritrovamenti, avvenuti la scorsa estate e frutto di un ben più lungo e impegnativo lavoro, sono stati resi noti recentemente in occasione di un incontro organizzato dall'Associazione culturale Lucchina e Ottavia proprio per fare il punto, assieme alle principali realtà e comitati della zona, sui nuovi e vecchi ritrovamenti archeologici del Municipio XIV, in un interessante dibattito alla presenza anche dell'Assessore alla Cultura XIV Marco della Porta, il Dott. Marco Arizza della Soprintendenza ai Beni Archeologici e la Dott.ssa Daniela Rossi responsabile dello scavo.

I REPERTI - Durante i sondaggi preliminari sono state recuperate delle particolari tombe dette "a tramite" e "a vestibolo" risalenti al VI secolo a.C. e alcune tracce di "case a blocchi" in tufo con una vicina cava. E poi ancora oggetti in ceramica, delle pre-monete in bronzo, un paio di orecchini in oro finemente lavorati e non per ultima una imponente strada di circa 2.600 anni fa scavata da solchi di ruote di carro, molto probabilmente resto di una via che collegava Veio, di cui l'attuale Lucchina era allora estremo suburbio, direttamente al Tevere.

TURISTI E PELLEGRINI - Un sito archeologico dal valore inestimabile che troverebbe senza dubbio la sua più ampia valorizzazione se fosse reso agibile per la visita di turisti e pellegrini, soprattutto nella prospettiva di una degna riqualificazione della storica via Francigena che per un abbondante tratto attraversa proprio questo territorio. "A maggio, in occasione della quarta edizione del Festival Europeo della via Francigena, in molti percorreranno e si fermeranno presso il nostro tratto locale per raggiungere San Pietro. La città di Roma non può farsi trovare impreparata rispetto agli altri paesi europei e comuni italiani - spiega la Presidentessa Giovanna D'Annibale - L'Associazione culturale Lucchina e Ottavia vorrebbe anche lei, come altre associazioni, fare la sua parte con l'accoglienza e l'accompagno di turisti e pellegrini a visitare le preziosità del nostro quartiere. Ma è indispensabile che Comune, Municipio XIV e Soprintendenza facciano la loro parte ripristinando l'agibilità dei due più importanti siti archeologici di Ottavia".

UN MUSEO, PERCHE' NO? - "Quali ostacoli potrebbero esserci per l'istituzione di un Museo qui nel Municipio XIV?". E' la provocatoria quanto costruttiva domanda che in molti, a questo punto, si fanno e sulla quale invitano seriamente le autorità competenti a riflettere: soprattutto a seguito di queste recenti scoperte, infatti, il prezioso patrimonio culturale di questo territorio grida ancora più vendetta. E se all'orizzonte, come accennato dall'Assessore Della Porta, potrebbe esserci anche un tentativo di collaborazione con Acea come sponsor (un compromesso da valutare, viste le scarsissime risorse economiche destinate alla cultura), sono gli stessi cittadini a chiedere il rilancio e la riqualificazione di questi grandi tesori. "Di locali inutilizzati nel nostro territorio ce ne sono a bizzeffe: quelli delle Stazioni FR3, l'asilo nido di via Gallo lasciato nel degrado dal 2008, la scuola materna di via Casal del Marmo abbandonata da 30 anni, i padiglioni di Santa Maria della Pietà. Di fondi europei vi sono alcuni miliardi di euro destinati all'Italia tra il 2014 al 2020, così  come ha annunciato la Regione Lazio nelle assemblee della scorsa estate finalizzate alla partecipazione civica. Formuleremo una richiesta ufficiale alle autorità competenti assieme alle associazioni territoriali e chiederemo il sostegno di tutti i cittadini", parola dei battaglieri rappresentanti del Coordinamento della Rete delle Associazioni di Promozione Sociale del XIV Municipio.

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