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Ottavia, postino non consegna la posta: è troppo complicato

Un lettore denuncia i disservizi di Poste Italiane verso un condominio di Ottavia. La posta non è stata recapitata per diverso tempo ed è stata rinvenuta dagli inquilini in alcuni scatoloni dell'ufficio di via Sappada

Desidero portare alla Vostra attenzione una vicenda incredibile che ha come protagonista al negativo la Società Poste Italiane S.p.A. e come attori – loro malgrado – i condomini di un comprensorio di Roma, zona nord, Ottavia, di cui io stesso faccio parte.

Nel mese di dicembre notavamo come la posta per svariati giorni non arrivasse, nonostante l’approssimarsi di scadenze anche importanti. Per qualche giorno nessuno ci ha fatto caso finché una persona volenterosa non ha deciso di appostarsi nell’attesa del postino per chiedere delucidazioni. Dopo 3 giorni di appostamento durante i quali nessun dipendente di Poste Italiane si era fatto vivo, è scattato l’allarme, che ha coinvolto anche il nostro Amministratore, il quale, con grande buona volontà, ha affrontato una problematica al di fuori delle sue competenze e, insieme con il volenteroso condomino, si è recato all’Ufficio Postale di competenza (quello di via Sappada) per chiedere spiegazioni.

Dopo essere riusciti a ‘strappare’ un appuntamento con il Direttore, questi forniva loro le seguenti spiegazioni: da qualche tempo la postina deputata alla consegna della posta nel comprensorio era stata ‘ridistribuita’ da parte delle Sedi Centrali, e il comprensorio stesso era stato affidato così a un postino novellino neoassunto, per motivazioni che esulavano dalle sue competenze. Questo neoassunto si rivelava ben presto quanto meno incompetente (per restare eufemistici) ed incapace di smistare la posta, adducendo tra le motivazioni l’incompletezza degli indirizzi in questione (nel comprensorio esistono vari fabbricati e scale), il che risulta palesemente falso, per prima cosa perché la maggior parte degli indirizzi si è poi rivelato formalmente completo e corretto, ed inoltre varie lettere erano state inviate da Poste Italiane stesse (p.es. gli estratti conti di Banco Posta) in modo incompleto, quindi l’incompletezza era ‘alla fonte’ stessa e di conseguenza pienamente accettata dall’Azienda in sede di reperimento dati.

Con grande buona volontà e dedizione alla causa Amministratore e condomino decidevano di prendere fisicamente le quattro casse di posta arretrata e di provvedere (con l’aiuto di altri addetti del condominio, cui va il grazie di tutti noi) alla distribuzione in modo temporaneo, per tamponare il disservizio che si stava creando, con il proposito di discutere il da farsi nella prossima, vicina Assemblea condominiale. A prescindere dal fatto che per questo atto di buona volontà l’Amministratore è stato persino accusato con motivazioni subdole e cervellotiche (argomento che esula dal problema generale), resta l’episodio gravissimo per cui un dipendente di un’importantissima SpA, la quale svolge un servizio pubblico di vitale importanza quale la distribuzione della Posta, può permettersi di non svolgere il servizio per cui viene pagato senza per questo ricevere le gravi conseguenze che meriterebbe, e l'ancor più grave fatto che un Direttore sia incapace di gestire una situazione di cui risulta responsabile, creando problemi gravissimi a un gran numero di persone spesso persino ignare.

Fermo restando che non è nostro compito individuare le cause alla base di questo problema in quanto è nostro diritto ricevere la Posta regolarmente senza aggiungere altro, vorrei provare ad affrontare di petto la questione. Negli ultimi mesi del 2010 la mole di lettere ed avvisi da gestire da parte degli Uffici di Roma Nord è andata via via aumentando in modo vertiginoso a causa, tra l’altro, dell’annoso problema-Fiumicino, al quale si rimanda (p.es. sul web) per approfondire: in sostanza, come è a tutti noto, il Comune di Fiumicino sta inviando da mesi all’impazzata notifiche di verbali per multe che vanno dall’inesistente all’irregolare, ingolfando in maniera irresponsabile tutte le procedure postali, in una sorta di ‘spam cartaceo’, portando a conseguenze drammatiche per molte famiglie, che si ritrovano per questo, come si suol dire, “cornute e mazziate”: non solo riceveranno potenzialmente notifiche per infrazioni mai fatte (come ormai ampiamente dimostrato), ma queste non verranno mai fisicamente recapitate comportando un’impossibilità di ricorrere o di scegliere comunque una strada procedurale, incappando così nel tempo nell’incubo delle cartelle esattoriali di Equitalia: e per quei tempi, scommettiamo che la Posta sarà tornata ad essere regolarmente distribuita?

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