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Ipogeo degli Ottavi e Ninfeo della Lucchina: "Restaurate e restituite i tesori di Ottavia"

Secondo appuntamento all'interno delle iniziative per il Festival della via Francigena. Con l'Associazione Lucchina e Ottavia, alla scoperta dei tesori del quartiere tra antichi sarcofagi e i resti di una antica strada romana

Restaurare e restituire i Tesori di Ottavia sulla via Francigena. Sono queste le parole d'ordine che hanno animato la passeggiata archeologica della scorsa domenica, in occasione del secondo appuntamento all'interno delle iniziative dedicate alla IV edizione del Festival Europeo della via Francigena (coordinate dalle Rete delle Associazioni di Promozione sociale del Municipio XIV con il patrocinio della stessa circoscrizione). In tanti hanno partecipato all'evento organizzato dall'Associazione culturale Lucchina e Ottavia in collaborazione con il Circolo Ecoidea, alla scoperta di due monumenti davvero speciali: il Ninfeo della Lucchina (scoperto nel 1990 e lasciato nell'assoluto degrado fino all'anno scorso, ancora mai aperto al pubblico) e l'Ipogeo degli Ottavi (custodito all'interno di una villetta privata e che a seguito di un allagamento per le forti piogge di un anno fa, non è stato più ripristinato).

Due veri e propri tesori dal preziosissimo valore storico e culturale. Memorie di un passato che splende ancora di un grande fascino e che non smettono di incantare e incuriosire appassionati di tutte le età. "Un segnale chiaro che dimostra quanto sia importante l'attenzione delle Istituzioni di prossimità e della Soprintendenza alla cura dei siti archeologici per la piena fruizione culturale dei cittadini", commentano i portavoce dell'Associazione. Così, dall'Ipogeo percorrendo l'antica strada romana in via della stazione di Ottavia, proseguendo poi per via Esperia Sperani passando dai resti di un'altra via dell'antica Roma fino a raggiungere il Ninfeo. Il tutto guidati da due esperti del settore: il Prof. Nando Maurelli che ha illustrato le varie fasi dei ritrovamenti archeologici connessi alle trasformazioni urbanistiche del territorio e il giovane archeologo Andrea Ricchioni, che ben esposto sui particolari dell'Ipogeo e dei suoi preziosi sarcofagi.

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