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Da Casal del Marmo all'Africa, un percorso di solidarietà e speranza nel nome del figlio

Progetto Marco è una Onlus nata in ricordo di un ragazzo morto a 17 anni. Salvatore, padre del giovane e presidente dell'associazione: "Bisogna avere umiltà e aiutare il prossimo"

La onlus è impegnata in Africa (foto Facebook Progetto Marco)

Progetti socio-umanitari in Malawi, Camerun, Ghana e Repubblica Democratica del Congo. Costruiti 400 pozzi, scuole e centri sportivi. Un'idea partita da via Casal del Marmo e arrivata direttamente in Africa per portare avanti il messaggio di Marco Spinosa, un ragazzo di 17 morto dopo una grave malattia con cui ha lottato per un anno. La Onlus Progetto Marco è uno dei fiori all'occhiello del Municipio XIV. Il presidente è Salvatore, padre del giovane e che a RomaToday ha spiegato: "Dobbiamo educare i ragazzi ad amare la vita. E creare un mondo più giusto, senza allargare il divario tra ricchi e poveri".

Di recente i volontari dell'associazione sono tornati dal Malawi e dallo Zambia. Ad agosto ripartiranno per effettuare oltre mille visite sia oculistiche che pediatriche. Inoltre saranno svolti corsi di educazione all'igiene. Un percorso continuo, che è scattato nel 2000. Per un motivo ben preciso: "Marco aveva adottato con noi una bambina, oggi ragazza, di nome Edina – ha raccontato Salvatore Spinosa – lui aveva voglia di conoscere il popolo africano e voleva dare una mano, in maniera concreta". 

Marco frequentava il liceo Scientifico Louis Pasteur. E inoltre era impegnato nella parrocchia Santi Ottavio e Compagni Martiri: "Aveva uno spirito positivo, la comunità di Ottavia lo amava. Anche per questo, abbiamo ricevuto l'input per dare vita alla Onlus".

Un viaggio spirituale e allo stesso tempo d'amore, per sviluppare la cultura e fornire strumenti utili a popolazioni che ne hanno davvero bisogno: "Ci sono tre pilastri da seguire: rispetto verso gli altri, umanità e solidarietà. Spesso siamo portati, nella società, a credere che la materializzazione dei desideri stia nella materia stessa ma non è così".

L'associazione è molto conosciuta nel panorama nazionale. Spesso svolge incontri con le scuole, il prossimo per esempio ci sarà con i ragazzi delle medie di via Maestre Pie Filippini: "Raccontiamo ai giovani cosa facciamo. Offriamo un messaggio che speriamo li accompagni nella loro crescita".

La onlus, come descritto nel proprio sito, ha tra gli obiettivi principali quello di garantire "alle popolazioni africane l’acqua, fonte necessaria e irrinunciabile di sopravvivenza. La costruzione di pozzi, nei villaggi in cui non esiste ancora la possibilità di approvvigionamento idrico, è l’attività primaria cui vengono destinati i fondi raccolti con le donazioni. Fornire acqua potabile alle popolazioni, soprattutto nelle zone più isolate e povere, significa ridurre drasticamente il diffondersi della malaria e lo sviluppo di focolai epidemici di colera". Questo voleva Marco. Questa è la missione di Salvatore. Nel nome del figlio.

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