Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Municipio XIV, sfiducia contro Menna: il M5S salva il suo assessore

Colabello, consigliere Pd e primo firmatario dell'atto, ha ricordato le tappe di una storia che va avanti dall'inizio della legislatura pentastellata. Cinque Stelle compatti: "Non c'è conflitto di interessi"

La richiesta era quella di ritirare le deleghe a Michele Menna, assessore ai Lavori pubblici del Municipio XIV ma il Movimento Cinque Stelle ha bocciato l’atto. Questo è quanto accaduto oggi 29 agosto nel parlamentino di via Mattia Battistini. Julian Colabello, consigliere del Partito democratico e primo firmatario del documento, ha riproposto l’argomento che ha tenuto banco nel primo anno amministrativo del M5S, ovvero il presunto conflitto di interessi da parte di Menna.

Le tappe della vicenda

Colabello, che è anche presidente della commissione Trasparenza, ha ricordato le tappe di una vicenda sulla quale è stato chiesto anche il parere dell’Anac. L’Autorità anticorruzione, nella fattispecie, oltre a segnalare “la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell’assessore alla pratica edilizia presentata presso l’ufficio tecnico, poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento", aveva evidenziato: non sussistono ipotesi di inconferibilità e incompatibilità. Pertanto fascicolo archiviato ma con gli atti inviati a Procura, prefetto e consigli di disciplina degli ordini professionali per valutare la sussistenza di un eventuale conflitto di interessi. Colabello, per capirci, aveva parlato di “una possibile violazione del Tuel (Testo unico degli Enti locali) che dispone che gli assessori ai Lavori pubblici devono astenersi, per la durata del mandato e limitatamente al proprio territorio, da ogni attività professionale nell’ambito dell’edilizia pubblica e privata”

"Il tema è più politico che giuridico"

Tra i firmatari della mozione - oltre ai democrat Valerio Barletta, Alessio Cecera e Stefania Portaro - anche Fulvio Accorinti, consigliere di Fratelli d'Italia, che ha ammesso: “Il tema è più politico che giuridico, è un anno che se ne parla. La commissione Trasparenza, tra i suoi compiti, ha quello di verificare se sussistano casi di incompatibilità. Non ho nulla, da un punto di vista personale, nei confronti di Michele Menna, che ritengo persona onesta e capace. Però, ribadisco, la questione è politica. Un aspetto che non ho mai sopportato è la doppia morale: se la stessa cosa fosse capitata all’esponente di un altro partito, ci sarebbero state le barricate”. Gli altri rappresentanti di FdI, Alberto Mariani e Mauro Ferri, non hanno partecipato al voto.

Le parole di Menna e la difesa del M5S

Menna, va detto, era presente in Consiglio. E ha riferito: “Non posso permettere che si infanghi il nome del Movimento Cinque Stelle, prima ancora del mio. Il 20 giugno 2016, lontano dall’ipotesi e possibilità di diventare assessore, c’è una mia mail inviata al presidente dell’ordine degli architetti di Chieti, dove ho chiesto come mi sarei dovuto comportare nel caso in cui avessi ottenuto un incarico. Ho avviato le pratiche per uscire dalla società che non ha più esercitato nel Municipio. Mi dispiace dover ancor intervenire su questo tema”. L’assessore del Quattordicesimo ha ricevuto pure la difesa del minisindaco, Alfredo Campagna, che ha sferrato l’attacco alla commissione presieduta da Colabello: “Questa è una commissione Trasparenza e Garanzia, ma di garanzia ne abbiamo vista ben poca, se si legge il regolamento e i suoi compiti. I documenti ci sono, non sussiste un conflitto di interessi: Menna non svolge la sua attività professionale nel Municipio da quando è assessore. Io ho fiducia e stima nell’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica”. Fiducia arrivata anche dalla capogruppo pentastellata, Francesca Giaracuni, che ha chiosato: “Non voglio dilungarmi sulla faccenda, non stiamo in un’Aula di tribunale. Menna è una persona onesta e competente”.

L'inizio della storia

La querelle ha preso avvio con l’arrivo dell’Amministrazione governata dai Cinque Stelle. Nell'ottobre del 2016 Colabello ha segnalato come Menna abbia dichiarato “nel curriculum pubblicato e poi confermato in audizione presso la commissione Trasparenza” di essere socio amministratore “di uno studio di progettazione” che si trova a Monte Mario e “che offre servizi inerenti alle competenze municipali. Tutto questo – aveva sottolineato Colabello – porta a pensare che ci possa essere una possibile violazione del Tuel (Testo unico degli Enti locali) – che dispone che gli assessori ai Lavori pubblici devono astenersi, per la durata del mandato e limitatamente al proprio territorio, da ogni attività professionale nell’ambito dell’edilizia pubblica e privata”. In pratica “devono astenersi dal presentare progetti o richieste per evitare pressioni anche indirette nei confronti degli uffici che devono fare controlli e rilasciare autorizzazioni”. Da qui la decisione di spedire le carte sul tavolo all’Anac, chiedendo lumi anche al Segretariato generale. Da subito Giaracuni, per il M5S, aveva parlato di polemiche strumentali”, aggiungendo: “Per noi non c’era nulla per far dimettere Menna. L’assessore ha dichiarato che non ci sono pratiche aperte a suo nome. Se c’è qualche lavoro effettuato all’interno del Comune è antecedente alla carica. E comunque è terminato ancor prima che ricevesse le deleghe”.

Gli sviluppi e il fronte compatto dei Cinque Stelle

Nel frattempo, la questione lo scorso novembre è approdata in Consiglio. L’ex minisindaco e attuale capogruppo del Pd, Valerio Barletta ha segnalato le pratiche “riconducibili allo studio” dove era socio amministratore Menna che “ha  venduto le quote alla moglie e al suocero dopo che è scoppiata la palla. Risultano pratiche aperte in essere, come quella precedente la nomina dell’assessore. Voi fate come i partiti della Prima Repubblica e continuate a mettere la testa sotto la sabbia”. Inevitabile la difesa di Campagna: “Trovo tutto questo paradossale. O non ci si fida dei pareri richiesti o si cerca visibilità. In commissione Trasparenza è stato presentato il problema e in una seconda seduta tutti erano d’accordo nell’attendere i responsi (del Segretariato e dell’Anac). Eppure si è proseguito con altre commissioni sul tema, francamente è un atteggiamento che non capisco. Da luglio a oggi non ci sono pratiche dell’assessore Menna. Ripeto: non esiste un conflitto di interessi”. A seguire è sopraggiunto il responso dell'Anac. Menna, durante il dibattito consiliare, è stato chiaro: se ci saranno comunicazioni ufficiali su un possibile conflitto di interessi, prenderà le decisioni del caso. Intanto il M5S in tutti questi mesi è rimasto compatto intorno al suo assessore. E lo ha dimostrato pure nel voto di oggi, bocciando la mozione del Pd cui si era aggiunta la firma di Accorinti.

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