MonteMarioToday

Casette dell'acqua, il M5S di Monte Mario contrario a ulteriori installazioni

Salamone, presidente della commissione Lavori pubblici del Municipio XIV: "Ci sono altre urgenze da affrontare. Meglio spendere i fondi per opere necessarie". Come, per esempio, gli impianti fognari. Cecera (Pd): "Parlano di cose che non conoscono"

La casa dell'acqua in piazza Alfonso Capecelatro

Ci sono altre priorità. Questo è il pensiero, in sintesi, della maggioranza a Cinque Stelle del Municipio XIV su ulteriori installazioni delle casette dell’acqua. Ovvero i cosiddetti nasoni high tech, erogatori gratuiti di acqua refrigerata, liscia e frizzante per tutti i gusti, con anche una postazione per ricaricare il telefonino e uno schermo con info su Roma Capitale. Il concetto è stato ribadito anche lo scorso mese, in commissione Lavori pubblici, presieduta da Fabrizio Salamone. 

"Altre urgenze da affrontare"

Secondo quanto appreso, al momento "ci sono altre urgenze da affrontare", soprattutto nelle aree più periferiche come Tragliatella, dove “non ci sono fogne”. Proprio Salamone ha ribadito che il costo dell’operazione relativa all’installazione delle casette dell’acqua potrebbe essere destinata per opere necessarie, come gli impianti fognari e la sostituzione delle vecchie tubature dell'acqua. 

La convenzienza "è zero"

Fabrizio Salamone, inoltre, a RomaToday ha ribadito: “Ci sono molte realtà territoriali che risalgono al periodo fascista, con fogne sottodimensionate rispetto all'attuale incremento demografico. Invece di spendere i soldi per la riqualificazione di queste fogne, si pensa a erogare l'acqua frizzante con una spesa di 3 milioni di euro. La convenienza è zero. Non solo – ha concluso – lasciamo le periferie abbandonate e prive di ogni servizio pubblico, per regalare acqua frizzante nelle zone urbanizzate, che di certo non hanno bisogno di questo servizio”.

"Parlano di cose che non conoscono"

"Parlano di cose che non conoscono" è il commento espresso da Alessio Cecera, consigliere locale del Pd, che ha proseguito: "Le case dell'acqua vengono installate da Acea su aree pubbliche servite da condotte dell'acqua e da pozzetti per lo scarico e l'allaccio elettrico. Dunque, non possono essere installate in zone non servite da questi servizi e dove non ci sono aree pubbliche. Noi – ha incalzato – abbiamo apportato questa innovazione nella Capitale. Nel nostro Municipio, abbiamo scelto piazza Capecelatro a fronte di un'azione di riqualificazione complessiva, che ha visto la risistemazione delle aree pedonali e i parcheggi. Questo servizio, a oggi, viene utilizzato da centinaia di cittadini del quartiere e non solo".

L'accordo con Acea

"L'accordo sottoscritto all'epoca con Acea – ha specificato Cecera – consisteva nell'utilizzo dei 5 centesimi a litro dell'acqua gassata per i lavori di decoro urbano. Invece di parlare a casaccio, studiassero gli accordi sottoscritti con Acea, che è una loro controllata e verificassero che il piano di installazione di cento casette in tre anni sia rispettata. Per dare alcuni numeri – ha aggiunto – 130 euro di risparmio annuo per una famiglia di 3 persone; 1.800 tonnellate di bottiglie di plastica in meno; 5mila tonnellate di CO2 emesse per produrre, trasportare e smaltire le bottiglie; acqua buona, fresca a chilometri zero, non imbottigliata a 500 chilometri di distanza". A chiudere, la riflessione: "I fondi per realizzare le condotte fognanti e le tubazioni idriche sono stanziati nel bilancio Acea e ammontano a diverse decine di milioni di euro. Non si fanno impianti fognanti con qualche migliaia di euro destinati alle casette dell'acqua". 

Riqualificare opere di urbanizzazione primaria

Nel pomeriggio è arrivata la replica di Salamone: "Il consigliere Cecera ha vedute ben ristrette, considerando che la sua Amministrazione invece di pianificare interventi a lungo termine, come la riqualificazione delle opere di urbanizzazione primaria, si è fermata a sterili palliativi come l'acqua refrigerata. Considerando inoltre che le casette dell'acqua hanno necessariamente bisogno di un continuo controllo igienico sanitario e sostituzione dei filtri, onde evitare il proliferare dei microbatteri. Chi ci garantisce tutto questo? Ci sono ben più aspre realtà territoriali da risolvere. Storpio una frase di De Gasperi, sperando che se ne capisca il concetto 'ci sono politici che guardano solo ai consensi e alle prossime elezioni, ce ne sono altri che guardano alle future generazioni'".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Roma, la mappa del contagio dell'ultimo mese: ecco i municipi e i quartieri con più casi

  • Camorra, "a Roma comanda tutto lui": il cartello della droga di Michele Senese. Ecco come aveva diviso la Capitale

  • Incidente sulla Pontina: l'auto ha un'avaria, lui scende e viene investito da un tir. Morto 43enne

  • La montagna vicino Roma: 5 escursioni a due passi dalla Città eterna

  • Choc nel parcheggio del supermercato: cliente non lascia il carrello al mendicante e finisce ferito in una pozza di sangue

  • Saldi, a Roma e nel Lazio si parte un mese prima: lo shopping natalizio sarà all'insegna degli sconti

Torna su
RomaToday è in caricamento