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San Filippo, il pronto soccorso è tra "i più lenti" di tutta Roma

Uno studio ha analizzato tutte le strutture regionali tra tempi di accesso, uscita e permanenza: al San Filippo e Sant'Andrea gli ultimi posti. Santori: "Emergenza personale, strutture inadeguate, pazienti insoddisfatti"

C'è anche il San Filippo Neri nella lista dei Pronto Soccorso del Lazio analizzati dal Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli Interventi sanitari (il P.Re.Val.E.). Uno studio trasversale che ha analizzato i dati relativi al periodo tra il mese di gennaio e novembre 2013 per capirne i numeri di utenza, le modalità di accesso, i tempi di attesa e quelli di permanenza. Se il totale regionale parla di 1.960.417 di accessi nel periodo considerato, al primo posto nella capitale in termini di utenza troviamo le strutture dell'Umberto I e del San Camillo, ma il San Filippo risulta primeggiare in altre poco lodevoli "categorie".

Se si considerano i tempi di attesa, ossia la differenza tra l’ora di accesso al Pronto Soccorso e l’ora della effettiva presa in carico del paziente, è proprio il San Filppo Neri a registrare che la metà degli accessi hanno atteso più di un'ora, e con lui la struttura del Sant'Andrea. Per il 15,7% dei pazienti, poi, la permanenza complessiva si attesta tra le 12 e le 48 ore, anche qui tra le percentuali più alte (16,6% per il Sant’Andrea e quasi il 15% al Sandro Pertini). Per i tempi di permanenza, invece, vale a dire la differenza tra l'ora di dismissione e quella di accesso, il record negativo torna ancora al San Filippo, al Sant'Andrea e al Pronto Soccorso di Tor Vergata.

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"Si tratta di numeri importanti che cozzano con l’emergenza di personale medico e infermieristico insufficiente, con strutture inadeguate e insicure, con una gestione che vede operatori e pazienti insoddisfatti di uno dei servizi essenziali che una sanità decorosa ha l’obbligo di garantire - commenta in una nota Fabrizio Santoriconsigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute - In generale, si riscontra purtroppo un dato ancora molto lontano da quello standard raccomandato dagli studi di settore, dinamica che in questi giorni sta emergendo in tutta la sua gravità nelle denunce provenienti dagli operato medico-sanitari e dagli stessi pazienti e che, di certo, non volgono a favore di una gestione sanitaria dignitosa nel Lazio e in particolare a Roma".

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