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Pista ciclabile, furto alla fontana di Monte Ciocci

Sfilate e sottratte le condutture essenziali per il funzionamento della fontana e per l'irrigazione del verde circostante. La denuncia del Comitato Monte Ciocci, "un lavoretto da chi sa quello che fa, restiamo allibiti"

Foto Comitato Monte Ciocci

Una fontana dalla linea pulita e moderna, tanto bella e costosa almeno quanto si può dire "sfortunata". E' quella che si incontra lungo il Parco Lineare di Monte Mario, la nuovissima pista ciclopedonale di Roma, poco distante dalla suggestiva terrazza che da Monte Ciocci si affaccia su tutta la città regalando uno dei panorami più belli della capitale. "Sfortunata" perchè è la stessa che la sera dell'inaugurazione della pista non ha retto il peso di un furgoncino del service, implodendo quindi su se stessa riportando come "souvenir" dell'accaduto i resti di una lastra di travertino andata in pezzi, poi poco dopo riparata.

Ancora non c'è pace per questo "gioiellino", che pare sempre più difficile riuscire a vedere in funzione così come sapientemente progettato. L'ultima segnalazione, risalente alla scorsa settimana, è quella del Comitato Monte Ciocci a denuncia del misterioso furto dei conduttori dell'acqua (sia quelli della fontana che per l'irrigazione del verde circostante). "Il mistero della fontana che c'è ma non si vede", commentano con sarcasmo e amarezza proprio tra le fila della virtuosa realtà locale che per il decoro e la manutenzione del parco continua a lavorare e a impegnarsi da tempo, tanto in un continuo e ricercato confronto con le istituzioni quanto nell'opera di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini.

Dopo una verifica con un addetto sul posto, la constatazione di quanto avvenuto: "Restiamo allibiti perchè per fare un simile lavoretto chi lo ha eseguito doveva ben sapere come fare ciò. Si tratta di parecchi metri di tubi che passano in canalette dentro il suolo. E' un sistema che è stato realizzato per riciclare l'acqua dei nasoni, che non va dispersa, ma va a finire in cisterne interrate e che attraverso una serie di condutture (quelle appunto portate via) avrebbero distribuito l'acqua per l'irrigazione (mentre con quelle della fontana, sparite anch'esse, sarebbe stata alimentata direttamente dall'acquedotto per questioni igieniche, così come spiegato dall'Architetto Simone Ferretti, ndr). Siamo certi, perchè abbiamo assistito al collaudo di tutto quest'apparato, che tutto funzionava, per cui il mistero resta. In ogni caso ci è stato rassicurato che al più presto il lavoro sarà fatto e non ci resta che attendere anche questa fase", si augurano fiduciosi i portavoce del Comitato.  

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