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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Leucemie e Radio Vaticana, Ciardulli: "I medici devono vuotare il sacco"

Il segretario del Coordinamento Comitati Roma Nord si esprime sull'argomento dopo le dichiarazioni di un medico condotto di Ottavia e Palmarola

"I medici devono vuotare il sacco e dire quello che sanno". A dichiararlo è Domenico Ciardulli, segretario del Coordinamento Comitati Roma Nord, in seguito alle dichiarazioni di un medico condotto di Ottavia e Palmarola sul legame tra leucemia e onde di Radio Vaticana. "Non sa quanta gente, miei pazienti, hanno linfomi o leucemia, è una situazione assurda...", ha detto il medico la mattina di domenica 16 ottobre 2011 presso il mercato di Montemario, avvicinandosi ai banchetti di raccolta firme del Comitato Bambini Senza Onde, come Ciardulli riporta sul suo blog.

"Non sappiamo, non possiamo dire se ci sia un collegamento tra questo allarme proveniente da un singolo medico e quanto è stato scritto nella perizia epidemiologica del dott Andrea Micheli dell'Istituto Nazionale Tumori, perizia disposta dal Tribunale di Roma nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo a carico di Radio Vaticana - continua Ciardulli - La ricerca epidemiologica, durata cinque anni, ha evidenziato quanto segue: "Per quanto riguarda le sole leucemie, il rischio di decesso per chi ha vissuto per almeno dieci anni nell'area compresa tra sei e dodici chilometri di distanza dall'emittente è circa 500 per cento più elevato rispetto a quello di chi abita più lontano.... per un bambino che vive ad una distanza tra i sei e i dodici chilometri dall'area considerata, il rischio di ammalarsi è superiore di 363 per cento rispetto ad un bambino di un'altra area geografica" (dal libro "Bomba atomica" E.R. pag. 43, 44)".

"Le parole informali del medico condotto di Ottavia e Palmarola sono gravissime - prosegue il segretario del Coordinamento Comitati Roma Nord - ma riteniamo che siano solo la punta di un grande iceberg sommerso, fatto di reticenze e silenzi di molti suoi colleghi medici del territorio di Roma nord e Roma nord ovest. Si preferisce non dire, non parlare pubblicamente di quest'anomalia epidemiologica in atto. E' quasi come se il personale sanitario del territorio, che sa molte cose ma non parla, stia imitando il comportamento omertoso e inerte assunto in questi anni dalle istituzioni locali, Comune, Asl, Municipi e politici. Eppure basterebbe incrociare i dati di studi medici, delle farmacie e dell'Inps per avere una visione più chiara del fenomeno per assumere idonee decisioni politiche e amministrative conseguenti a tutela dei cittadini. E per informare l'opinione pubblica sulla portata di questo problema di salute pubblica".

"Noi riteniamo che i medici e i pediatri dei tre municipi limitrofi (XX, XIX e XVIII) debbano "vuotare il sacco" - commenta Ciardulli - essere a fianco dei cittadini, come lo è stato negli anni 80 il dott. Carlo Santi di Cesano, unico professionista coraggioso che, con le sue ricerche personali, ha gettato le basi di una lotta civica contro l'elettrosmog per la salvaguardia della salute nel territorio circostante gli impianti trasmittenti di Radio Vaticana. Da tempo il Coordinamento Comitati Roma Nord chiede l'istituzione di un Registro tumori nel territorio oggetto d'indagine che comprende Anguillara Sabazia, Formello, Campagnano di Roma, Sacrofano, zone del comune di Roma (Municipi XIX e XX), di Santa Maria di Galeria, La Storta, Cesano, Polline Martignano, La Giustiniana, Isola Farnese".


"E' bene ricordare che la perizia del dott. Micheli, è un documento scientifico unico nel suo genere. Non vi sono al momento perizie di natura pubblica o privata che smentiscano i dati o ne producano altri.  Esistono solo alcune controdeduzioni sull'argomento (ad es. dell'ex ministro Veronesi) che non hanno alcun valore se rapportate ad uno studio scientifico quinquennale", conclude Ciardulli.

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