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Gemelli, opera del Caravaggio su parete del Policlinico: la firma è di Andrea Ravo Mattoni

L'inaugurazione ufficiale il 13 dicembre

L'opera terminata (foto Facebook Andrea Ravo Mattoni)

Il recupero del classicismo nel contemporaneo. Un progetto partito nel 2016 e giunto anche a Roma. Il 20 novembre Andrea Ravo Mattoni, artista 36enne originario di Varese, ha realizzato Le sette opere della Misericordia di Caravaggio su una parete del Gemelli. L’opera di street art sarà inaugurata ufficialmente il 13 dicembre. 

Opera del Caravaggio al Policlinico Gemelli

A essere dipinto è stato un lato della struttura dedicata a pazienti e familiari del Policlinico universitario. Nella Capitale è la prima assoluta per Mattoni, il quale sta portando avanti un percorso ambizioso, di cui già ci sono tracce ad Angera come a Gaeta: allestire una pinacoteca a cielo aperto, dove i protagonisti sono i dipinti del periodo che va dal Quattrocento all’Ottocento, realizzati su muri pubblici o aperti al pubblico. Tra gli obiettivi, riportare in vita artisti sconosciuti ai più. Inoltre, con questa operazione sono toccati tre aspetti: avviare un movimento culturale per far conoscere opere classiche, riqualificare un edificio e creare i presupposti per un turismo diverso.

L'arte e il rapporto medico-paziente

Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Gemelli, ha spiegato: “La scelta della riproduzione di un’opera di Caravaggio e dell’associazione dell’arte pittorica a un luogo di cura rispondono a un precisa motivazione: l’arte è anche un potente linguaggio espressivo della rappresentazione del rapporto medico-paziente e, più in generale, del rapporto ospedale e comunità. Un rapporto che coinvolge due persone, che condividono emozioni, sensazioni e pensieri”.

La prossima opera nel 2018

Va detto, infine, che il rapporto tra Mattoni e il Policlinico è solo all’inizio. Secondo quanto appreso da RomaToday, l’artista è già stato contattato per un’altra opera, che vedrà la luce nel 2018. Il tutto sul solco già avviato, con in testa le parole di Peppino Impastato: “Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

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