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"Così ho inventato la clownterapia": Patch Adams al Policlinico Gemelli

Hunter Doherty, il pioniere dei "Dottori Sorriso", ha tenuto una conferenza al policlinico universitario. Poi, la visita nei reparti di oncologia pedriatica e neurochirurgia infantile dell'ospedale

Patch Adams, al secolo Hunter Doherty

Si chiama Hunter Doherty ma per tutti è Patch Adams, il dottor sorriso inventore della clownterapia. Irriverente e visionario, la sua teoria che alle volte un sorriso può curare anche meglio di una medicina ha fatto discutere, tra scetticismo e diffidenza, le più rigide scuole di pensiero. Oggi però, dopo tanti anni, il suo metodo è riconosciuto e "praticato" in tutto il mondo, in special modo nei reparti pediatrici. Ha all'attivo 51 anni di carriera votati all'umorismo come vera e propria terapia, una vita segnata anche da momenti bui ed esperienze dure (come i ripetuti ricoveri, quando era adolescente, negli ospedali psichiatrici dopo aver tentato il suicidio). Un'avventura approdata anche sul grande schermo, con il famoso film del 1998 interpretato dall'attore Robin Williams. Il Dottor Doherty ha fatto visita pochi giorni fa al Policlinico Gemelli, tenendo una interessante conferenza e incontrando successivamente i piccoli ricoverati nelle Unità Operative di Oncologia pediatrica e di Neurochirurgia infantile.

Abbigliamento sgargiante, calzettoni spaiati e una ciocca di capelli blu elettrico: Patch Adams si è presentato rigorosamente in "abito da lavoro" e ha spiegato di sentirsi "un privilegiato per il fatto di andare verso la sofferenza portando amore". Ha ricordato di aver "accompagnato alla morte circa 10 mila persone" e nonostante tutto di non credere "che entrare in contatto con il dolore renda più forti". L'evento, sponsorizzato dall'Associazione Onlus Ali di Scorta che si occupa di dare alloggio alla famiglie dei piccoli pazienti, ha permesso all'istrionico dottore di raccontare il suo percorso di vita personale e professionale, ripercorrendo le varie tappe più significative del suo percorso. Come l'esperienza della casa-ospedale completamente gratuita, ad esempio, creata negli Stati Uniti tra il 1971 e il 1983. "Siamo stati per 12 anni l'ospedale più pazzerello della storia, non c'era affatto privacy e a coloro che soffrivano di patologie psichiatriche non venivano somministrati psicofarmaci.  Cercavamo semplicemente di rendere tutto divertente e di dare amore: il mio abbraccio più lungo è durato 12 ore", ha raccontato Doherty.

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