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Monte Mario, tre mesi per una carta di identità: “Siamo andati indietro anziché avanti”

La denuncia di Cecera, consigliere del Partito democratico: "Due mesi fa, in commissione Bilancio, è stato richiesto lo sportello per il rilascio immediato della carta di identità"

Ancora disagi per la prenotazione della carta di identità elettronica (foto Facebook Alessio Cecera)

Tre mesi per una carta d’identità mentre un anno e mezzo fa “veniva rilasciata in un’ora allo sportello”. Ancora disagi all’anagrafico di Monte Mario, che si trova all’interno del padiglione 29 del Santa Maria della Pietà. Stavolta a denunciarli è stato Alessio Cecera, consigliere Pd, che ha presentato un’interrogazione al presidente, Alfredo Campagna, sottolineando: “Siamo andati indietro anziché avanti”.

Problemi duplicati e file

Come noto, nel 2015 è arrivato Tupassi, ossia la prenotazione on line per richiedere i servizi anagrafici. Da allora, per quanto concerne la carta di identità elettronica, si sono duplicati i problemi “e le file”, ha ricordato Cecera, “oggi si deve prenotare un appuntamento che viene dato tre mesi dopo. Voglio sapere per quale ragione non è stato aperto lo sportello per il rilascio immediato delle carte di identità, come richiesto in commissione Bilancio due mesi fa”.

Rafforzare il servizio anagrafico

L’esponente del Partito democratico, su Facebook, ha poi dato una propria chiave di lettura politica: “È compito del minisindaco dare gli obiettivi alla dirigente apicale del Municipio, affinché destini risorse umane e finanziarie al servizio anagrafico per raffozzarlo, per consentire di lavorare adeguatamente le numerose richieste della carta elettronica. Non è accettabile, soprattutto se si considera che chi ci governa aveva promesso di snellire e sburocratizzare”.

I disagi degli utenti e dei dipendenti

L’argomento delle file interminabili e dei disagi vissuti sia dagli utenti che dai dipendenti dell’anagrafico (“serve più personale”) già era stato trattato da Massimiliano Pirandola, consigliere di minoranza locale del Movimento nazionale per la sovranità, il quale aveva chiesto il ritorno all’antico con lo sportello a vista, oltre a proporre l’inserimento di servizi anagrafici nelle zone periferiche del territorio e l’irrobustimento del personale, “che da anni vive una carenza endemica a livello numerico”.

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