MonteMario Ottavia / Via Cesare Lombroso

Monte Mario, vince il degrado: la riqualificazione dell'ex campo di calcio è un miraggio

Il nuovo impianto sportivo resta solo su carta: i lavori ancora non partono. I rimpalli allungano il brodo ma non la sostanza. Per il territorio, al momento, è un'occasione persa

Nel 2014 la documentazione resa pubblica, su Facebook, dall’allora presidente del Municipio XIV, Valerio Barletta, sul progetto di riqualificazione. Nel maggio del 2015 lo sgombero e la bonifica a cui dovevano seguire i lavori del caso. Ma sull’ex campo di calcio di Monte Mario, situato in via Cesare Lombroso a due passi dalla baraccapoli, non è stata mossa una foglia. E il degrado regna sovrano.

L'impianto sportivo sulla carta

Il nuovo impianto sportivo (un campo da calcio, tre da calcetto più un locale di circa 300 metri quadrati adibiti a uffici, spogliatoi e una caffetteria, uno spazio polivalente dedicato a un'area fitness, una pista di pattinaggio) resta un miraggio. Nonostante il progetto messo nero su bianco per dare linfa al terreno di proprietà dell’ex Provincia - ora Città Metropolitana - adiacente al Santa Maria della Pietà. Quest'ultimo definito, dal governo locale pentastellato, la “centralità urbana” del Quattordicesimo. Una situazione intricata, che è stata affrontata in una commissione congiunta Sport-Ambiente. 

"L'area vittima del degrado"

“Avevo presentato un’interrogazione in Consiglio – ha ricordato Alberto Mariani, capogruppo di Fratelli d’Italia – dove avevo chiesto informazioni. La risposta del presidente Campagna non mi aveva soddisfatto: in pratica, mi aveva detto che il tema non era competenza del Municipio. L’area è vittima del degrado, le istituzioni di prossimità devono interessarsi della faccenda, non possono far finta di niente. Poi, finalmente, la scorsa settimana c’è stata la Commissione sull’argomento. Ho avuto un’impressione: sembrava che la Commissione fosse stata convocata dal Pd, gli esponenti del M5S erano nelle vesti ascoltatori. Non conoscevano le dinamiche o cosa fosse accaduto. Ci auguriamo che ci possa essere un ulteriore incontro, alla presenza di Comune, Città Metropolitana, il privato e lo stesso Municipio”.

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Riaprire la partita

Per quanto concerne il Partito democratico, come sottolineato dal consigliere Alessio Cecera, la richiesta è quella di riaprire la partita e non di buttare quanto ottenuto in precedenza: “In tre anni – ha ricordato – abbiamo portato alla fine il percorso di approvazione in conferenza di servizi del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex Provincia, con il project financing dell’Ice Park (che ha vinto il bando  per la valorizzazione del compendio immobiliare, ndr). Che fine ha fatto questo lavoro? Cosa ha fatto in questo ultimo anno il minisindaco, Alfredo Campagna, per portare avanti il progetto?”.

La storia del progetto

La storia, tirando le somme, sta andando avanti senza raggiungere il bandolo della matassa, tra una serie di rimpalli che allungano il brodo ma che non garantiscono sostanza. Per l’area del progetto, che ha destinazione “impiantistica sportiva”, l’ex Provincia ha indetto un bando nel 2013: l’obiettivo era riqualificare la fetta adiacente all’ex manicomio del Santa Maria della Pietà con la creazione di un impianto sportivo a scomputo dei canoni concessori. Bando, come detto, che è stato vinto dalla Ice Park. Nel 2014, è stata indetta una conferenza di servizi per acquisire la documentazione (nulla osta, autorizzazioni, pareri delle Amministrazioni interessate) per l’approvazione e successiva realizzazione dell’opera. Nel febbraio del 2015, il Dipartimento Pau (Programmazione e attuazione urbanistica) aveva comunicato che “nella centralità del Santa Maria della Pietà” potevano essere svolti solamente interventi di “restauro conservativo”. Così, è stata disposta la rimodulazione del progetto originario: al posto delle demolizioni e della ricostruzione delle strutture esistenti (uffici, ex spogliatoi) dovevano essere effettuati lavori di restauro. Ciò ha significato la riapertura della conferenza di servizi - dove partecipò anche il Municipio XIV - per il riesame e l’approvazione del progetto ‘rivisto’. L’allora Amministrazione locale, guidata dal Pd, sottolineò che c’era necessità di avviare i lavori il prima possibile. Una volontà legata al fatto, come ribadito da Cecera, “di riqualificare tutta l’area limitrofa al Santa Maria della Pietà”. Dopo tre mesi, a maggio, il direttore del Dipartimento risorse strumentali dell’ex Provincia ha formalizzato la chiusura della conferenza di servizi. Da allora è buio pesto.

La denuncia di Fratelli d'Italia

La vicenda è tornata al centro del dibattito politico lo scorso giugno, dopo la denuncia del capogruppo locale di Fratelli d’Italia, Alberto Mariani, che si era recato sul posto per segnalare le condizioni in cui versava - e versa ancora oggi - l’area: calcinacci, rifiuti incendiati, mobili. A fargli eco il consigliere di opposizione, Stefano Oddo, che aveva rincarato la dose: “Conosciamo la storia: un privato ha vinto un bando e dovrebbe dare il via ai lavori. Non si conoscono le motivazioni per cui le operazioni non siano ancora partite. A mio avviso, forse, una spiegazione può essere dettata dalla vicinanza della baraccopoli”.

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