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Da parco a giungla: suona l’incuria nel giardino dedicato a Massimo Urbani

Manutenzione assente nell'area intitolata al talentuoso jazzista

Il giardino intitolato a Massimo Urbani

Un biglietto da visita del Municipio XIV immerso nell’incuria. A Monte Mario, davanti all’ex manicomio del Santa Maria della Pietà, c’è il giardino dedicato a Massimo Urbani, talentuoso jazzista scomparso nel 1993 a soli 36 anni. L’area, nella quale un anno fa è stata scoperta una targa in omaggio al musicista, è diventata una giungla. 

Il giardino Massimo Urbani nel degrado

La vegetazione è cresciuta in maniera disordinata, superando in altezza le panchine. Un pugno allo stomaco per un luogo di aggregazione che, a detta di molti, non sta ricevendo le attenzioni necessarie. Basta fare una breve passeggiata per avere chiaro il quadro della situazione. L’unica sensazione che si avverte è quella dell’abbandono.

"È una mancanza di dignità"

Richieste di interventi si sono accavallate nelle ultime settimane, sia da parte di chi conosceva Massimo Urbani sia dalla voce di Massimiliano Pirandola, consigliere de La Destra-Lista Storace: “È una mancanza di dignità – ha riferito a RomaToday – il punto in questione è vicino a un centro anziani e davanti al Santa Maria della Pietà, dove ci sono gli sportelli del Municipio e i servizi della Asl. Vedere il giardino in tale stato è deprimente, ogni commento risulta superfluo”.

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Le polemiche di un anno fa

Il giardino intitolato a Massimo Urbani, così, è tornato al centro del dibattito dopo le polemiche della passata primavera. La targa che venne scoperta non placò i malumori maturati il giorno della commemorazione del compositore, organizzata in occasione dei 60 anni dalla sua nascita. Prima il braccio di ferro sull’organizzazione o meno della terza edizione del Festival jazz di Monte Mario dedicato a Urbani, poi il parco lasciato in malora dopo i nastri e gli applausi. Trascorsi dodici mesi, da queste parti ballare è impossibile. Anzi, le uniche note attese sono quelle di un decespugliatore. Sempre che qualcuno lo accenda.

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