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Radio Vaticana, i residenti alla Procura: "Fate presto. E' a rischio la salute"

L'esposto è stato firmato da oltre quattromila persone e chiede che "le indagini in corso giungano ad una conclusione, in modo da poter dare risposta ai residenti" che rischiano di ammalarsi di tumore

Radio Vaticana fa ancora discutere. Un esposto, sottoscritto da oltre quattromila persone, è stato presentato oggi in Procura a Roma dal comitato "Bambini senza onde" in relazione alla vicenda dell'inquinamento elettromagnetico causato dall'impianto di radiotrasmissione di Radio Vaticana di Santa Maria Galeria, nella zona nord di Roma. Una denuncia con la quale si chiede "che le indagini in corso giungano ad una conclusione, in modo da poter dare risposta ai residenti" che rischiano a causa "della prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche" gravi forme tumorali. Il documento è firmato da cittadini dell'area interessata al fenomeno ed è indirizzato anche ai presidenti di Regione e Provincia nonché al sindaco di Roma.

"Il rischio di ammalarsi di tumore - spiega Fabio Rollo del comitato Bambini senza onde - è concreto anche per chi abita a 12 km da dove sorge l'antenna. In un solo mese abbiamo raccolto 4 mila e 400 firme e abbiamo avuto conferme su altri decessi per neoplasie e di almeno 15 nuovi casi. Ci auguriamo che l'inchiesta giunga ad una conclusione rapida". Nella denuncia si fa riferimento alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 24 febbraio scorso in cui "viene accertato che gli impianti in questione hanno diffuso onde elettromagnetiche che hanno recato disturbo e disagio ai residenti delle aree interessate e che nuove perizie mediche e accertamenti giudiziari hanno fatto emergere l'ipotesi di una possibile relazione di causa-effetto, tra l'esposizione alle onde elettromagnetiche e i numerosi casi di tumori al sistema emolinfopoietico e di leucemie infantili riscontrati nelle zone limitrofe agli impianti".

I firmatari dell'esposto chiedono alla Procura che "siano messe in atto le dovute iniziative al fine di impedire che le onde elettromagnetiche possano continuare a rappresentare un pericolo per i cittadini, affiancando un'adeguata e puntuale opera di informazione sui rischi per la salute, derivati dall'intensità dei campi elettromagnetici attualmente rilevati". (Fonte Ansa)

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