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Una casa delle donne nelle scuderie del Pineto: "Servizi per combattere violenza e creare sana aggregazione"

L'idea lanciata dalle realtà La Pineta Si-cura e Aurelio in Comune per il futuro delle scuderie di Casale del Giannotto: dentro centro antiviolenza, un bistrot e servizi di formazione

Una casa delle donne nel parco del Pineto. E’ questa l’idea a cui stanno lavorando alcune attiviste insieme alle realtà La Pineta Si-cura e Aurelio in Comune. Uno spazio polifunzionale, da realizzare nelle scuderie del Casale del Giannotto, gestito dalle donne e per le donne: con servizi di formazione professionale e assistenza alle persone, un centro antiviolenza e un bistrot aperto all'imprenditoria femminile.

Una casa delle donne nel parco del Pineto

Un progetto che le realtà di quel territorio vorrebbero veder realizzato per un doppio scopo: combattere la violenza di genere e far rinascere il Parco del Pineto, da troppo tempo in balia di bivacchi, degrado e criminalità.

Prima tappa l’assemblea pubblica, nel rispetto delle norme anticontagio da Covid-19, in programma sabato 21 novembre: “Ancora prima della pandemia, nel settembre 2019, si è registrato un aumento degli accessi ai centri antiviolenza sul territorio di Roma. Questo dato - scrivono su Facebook gli organizzatori - è stato confermato anche nell'anno in corso, come reso noto dal Campidoglio, evidenziando una pericolosa tendenza all'incremento dei casi di violenza contro le donne, in atto da almeno due anni. La coraggiosa battaglia condotta dalla Casa Internazionale delle Donne e di Lucha y Siesta per difendere il proprio diritto ad esistere, e continuare a svolgere la propria funzione sociale e culturale, ha posto l'accento sulla necessità di moltiplicare su tutto il territorio della nostra città la presenza di di luoghi di sostegno alle vittime”. 

Nelle scudere del Giannotto centro antiviolenza, servizi e un bistrot

La quasi totale mancanza di spazi socio-culturali pubblici, l'assenza di centri antiviolenza e una diffusione territoriale dei consultori familiari ben al di sotto delle prescrizioni previste dalla legge sono infatti “indice di una lacunosa attenzione al sociale nelle nostre realtà locali”. Ad incidere nel quadrante dove dovrebbe sorgere la casa delle donne anche il tasso di disoccupazione femminile: nei municipi XIII e XIV vicino al 42%. Da qui la necessità di uno spazio dedicato ad arginare e prevenire il fenomeno della violenza di genere. 

Una casa delle donne per valorizzare e rendere sicuro il Parco del Pineto

C’è poi il polmone verde del territorio da tutelare e valorizzare. “Il Parco del Pineto vive da anni una condizione di degrado ed abbandono da parte delle istituzioni coinvolte nella sua gestione, che ha aumentato, anche a causa di episodi di cronaca nera, una diffusa percezione di insicurezza tra la popolazione residente nei quartieri limitrofi. Un degrado troppo spesso strumentalizzato per condurre battaglie di parte, contro i soggetti sociali piu' deboli. L'uso sociale delle cosiddette 'scuderie' del Giannotto, escluse dall'intervento di ristrutturazione del 2006, appare una soluzione ottimale e auspicata, perchè la presenza di una serie di servizi implica una sicurezza endemica, determinata dalla frequentazione dei luoghi di socialità aggregazione e svago”. Quindi la casa delle donne "per decostruire gli stereotipi sulla Pineta, determinando la nascita di comunità virtuose che favoriscano aggregazione sana, diffusione della cultura e la cura dei luoghi”. 

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