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Valle dell'Inferno, il Consiglio sulla Casa del Popolo: "Va messa in sicurezza e riqualificata"

La struttura è al momento occupata. L'assessore all'Urbanistica, Menna: "Le tappe da seguire: riattivare l'appalto, avere la certezza dell'inizio dei lavori e avviare in contemporanea lo sgombero"

Marco Bussi, presidente del Comitato Borgo Valle dell'Inferno, intervenuto nell'Aula di Monte Mario

In via di Valle Aurelia, poco prima del Borghetto Valle dell'Inferno, c'è una struttura "occupata abusivamente" e presumibilmente pericolante, ovvero la Casa del Popolo. L'argomento è stato trattato ieri, 27 giugno, nel parlamentino del Municipio XIV. Dopo che le opposte fazioni, maggioranza e minoranza, si sono scontrate sulla tematica, è arrivata una sintonia. Nell'atto, presentato dal consigliere Stefano Oddo, è stato aggiunto che dovrà essere effettuato un sopralluogo dalla commissione capitolina Stabili pericolanti, per accertare - ufficialmente - l'insicurezza dell'edificio. Il documento, pertanto, tornerà in Aula nel prossimo Consiglio, per essere votato (favorevolmente).

Questa è stata la conclusione di un dibattito acceso, che in alcuni frangenti ha segnalato alte temperature dello scontro politico. A fare il punto della situazione ci ha pensato Michele Menna, assessore ai Lavori pubblici di Monte Mario, che ha spiegato l'iter seguito finora dal governo locale a Cinque Stelle: "La vicenda della Casa del Popolo è stata una delle prime attività che ho preso in esame da quando mi sono insediato. Nel passato i tentativi di sgombero sono stati impuganti dal Tar perché la struttura è di proprietà del Patrimonio, quindi il Municipio non poteva procedere. Lo sgombero, per quanto ci riguarda, quando ci sarà dovrà essere contestuale alla riqualificazione della struttura. C'è un appalto assegnato, dobbiamo riattivarlo. La ditta è disponibile a eseguire i lavori".

Per Alessio Cecera (Pd): "La Casa del Popolo ha una valenza storica e culturale. Nel Piano di recupero urbano fu individuata come luogo di socialità del quartiere. Partiamo da qui, per capire la centralità dello spazio nel quadro complessivo del problema. Se non si attiva il Dipartimento Politiche sociali, non riusciremo a chiudere la partita con un'operazione di sgombero".

Dura, invece, la posizione di Massimiliano Pirandola (Movimento Nazionale per la Sovranità): "Alla Valle dell'Inferno è stata effettuata una commissione congiunta Ambiente-Lavori pubblici nei mesi scorsi. Oggi (ieri, ndr) i cittadini sono in Consiglio perché la questione della Casa del Popolo è una problematica sentita. Avete bocciato un ordine del giorno in cui avevo chiesto di riportare la legalità al Santa Maria della Pietà e adesso discutiamo se sgomberare o meno, non c'è da parte vostra la volontà di intervenire. Così le situazioni restano come sono: lavorate esclusivamente per finalità ideologiche, tenetevi lo scranno municipale finché potete".

Immediata la replica del minisindaco, Alfredo Campagna: "Amministrare, per noi, è sicuramente una nuova esperienza. Cerchiamo di risolvere i problemi mentre altri trasformano, a parole, la realtà come meglio gli fa comodo. Avete ereditato questa arte dalla vecchia politica. Noi – ha sottolineato – quando serve parliamo. E lo facciamo sui progetti, non sulle chiacchiere".

A chiudere il commento di Marco Bussi, presidente del Comitato Borgo Valle dell'Inferno, presente durante i lavori dell'assemblea consiliare: "Siamo qui perché ancora abbiamo fiducia in voi. La struttura della Casa del Popolo è quella che è: se crolla il tetto succede una strage. Dentro ci sono adulti e bambini, pensate bene a quello che fate".

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