Balduina Balduina / Via Livio Andronico, 28

Viaggio alla Balduina, tra disagi e timori di nuovi crolli: "I lavori? Una scelta folle"

Campagna, presidente del Municipio XIV: "Concluse le operazioni di messa in sicurezza"

La situazione in via Livio Andronico (Foto Facebook Alfredo Campagna)

“I lavori? Una scelta folle”. Un residente di via Livio Andronico non è andato oltre. Ancora sono vive le immagini del crollo della strada che si è verificato sei giorni fa, il 14 febbraio, alla Balduina, a ridosso del cantiere in cui sono in costruzione tre palazzine, due a destinazione residenziale e una a destinazione mista e dove una volta sorgeva l’ex istituto Santa Maria degli Angeli. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area, come riferito da Alfredo Campagna, presidente del Municipio XIV, sono terminate ieri 19 febbraio. Nel frattempo ci sono stati disagi dovuti alle modifiche della viabilità. E c’è chi ha commentato: “Il timore di ulteriori crolli c’è. Inutile negarlo”. Preoccupazione presente anche per lo smottamento registrato il 17 febbraio in via Appiano (foto sotto), tra i civici 26 e 18. Il tutto a cinquecento metri di distanza dal cantiere.

Area transennata alla Balduina

La zona interessata dal cedimento stradale, tra via Livio Andronico e via Lattanzio, è stata transennata. Sul posto le forze dell’ordine, la polizia locale e i mezzi della protezione civile. Via Lattanzio - da via Pacuvio a via Appiano centro - è stata interdetta al traffico. I bus della linea 990 sono stati deviati in entrambe le direzioni che percorrono via Ugo De Carolis. Con otto fermate non effettuate: tre in via Appiano, due in via Romeo Rodriguez Pereira e una rispettivamente in via Proba Petronia, via Lattanzio e davanti alla stazione Appiano (linea Fl3).

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Il racconto di un residente

Intorno, va da sé, si cerca di tornare alla normalità. Ma non è una cosa semplice: “Il 14 febbraio, quando è venuta giù la strada, non mi sono accorto di nulla – è il commento di un cittadino – io abito in via Pacuvio. A un certo punto è mancata l’acqua e solo dopo ho saputo cosa fosse accaduto. Durante i lavori, nei giorni precedenti, nel nostro palazzo - seppur distante dal cantiere - si avvertivano delle vibrazioni. Il timore che ci poteva essere un problema ce l’avevamo. Sul versante viabilità, le cose per ora sono cambiate. Adesso prendo il 913 lungo viale delle Medaglie d’Oro perché il 990 non passa più qui. Per me non è un ostacolo, stesso non posso affermarlo per le persone anziane, che di sicuro soffrono tale modifica seppur temporanea. Altra cosa: con il cantiere a regime, ogni tanto qualche tubo veniva spaccato. È capitato che mancassero, già prima della scorsa settimana, acqua o gas”

I disagi in via Livio Andronico

Le transenne, nel loro perimetro, hanno costeggiato alcune attività situate a pochi metri dal cratere: “I disagi per noi sono stati notevoli – ha sottolineato un esercente – l’acqua è tornata dopo due giorni. Qui intorno in diversi si sono lamentati da subito. I palazzi nei pressi del cantiere, a quello che so, subivano i fastidi maggiori. Oggi stiamo così, speriamo che in tempi brevi tutto possa volgere al meglio”

Il monitoraggio

Dopo il crollo della strada, due palazzi sono stati evacuati. Secondo quanto riferito dal minisindaco Campagna, “il circuito degli hotel solidali, messo a disposizione dal Comune, ha accolto 14 persone appartenenti ai cinque nuclei familiari che hanno scelto di fruire di questo servizio, in attesa di poter rientrare nelle proprie abitazioni. Il monitoraggio dell’area, grazie all’accordo siglato dalla Protezione civile con la facoltà di Geologia applicata dell’Università La Sapienza, è assicurato giorno e notte dall’installazione sul posto del dispositivo a raggi infrarossi, già posizionato all’indomani dell’accaduto, che rileva qualsiasi movimento della superficie circostante”. Il presidente pentastellato di Monte Mario, in più, ha sottolineato: “Esprimo il mio più sincero apprezzamento a tutti i soggetti istituzionali coinvolti: vigili del fuoco, polizia di Stato, Polizia locale, Arma dei carabinieri, Protezione civile, tecnici del Dipartimento Simu, del Municipio XIV, Acea, Italgas. In sinergia e nella specificità dei rispettivi ruoli stanno operando, senza sosta, con grande professionalità e impegno a tutela del territorio e dei cittadini”.

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Convocata la commissione Trasparenza capitolina 

Sul versante politico, contemporaneamente, la discussione non si è placata. Per oggi 20 febbraio è stata convocata una Commissione capitolina Trasparenza: "All'incontro sono stati invitati assessori, tecnici dei dipartimenti, responsabili di Acea e il presidente della commissione Trasparenza del XIV Municipio, Julian Colabello, che da tre mesi chiede al Comune accesso agli atti" è stato  quanto ammesso da  Marco Palumbo, presidente della commissione. Inoltre, secondo i rumors di via Mattia Battistini, potrebbe arrivare la proposta di un Consiglio municipale ad hoc sul crollo di via Livio Andronico.

Le indagini in corso

In tale quadro, al momento, sono due le persone indagate. L’ipotesi di reato per il legale rappresentate della società proprietaria del terreno e per il responsabile dell'azienda impegnata nella costruzione delle palazzine è “crollo colposo”. Gli accertamenti sono in carico al pm Mario Dovinola d’intesa con il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. La sindaca Virginia Raggi, già nei momenti successivi al crollo della strada, aveva riferito “il responsabile dovrà pagare” mentre Luca Cieri, amministratore di Ecofim, la società edile che sta costruendo le tre palazzine in via Livio Andronico, aveva evidenziato: "È crollata una paratia che non doveva crollare. Ora dobbiamo capirne il motivo. Gli ingegneri che hanno progettato la paratia mi hanno detto che la stessa è sovradimensionata per il carico previsto ma anche che il carico previsto è stato appesantito da milioni di tonnellate d'acqua perdute da Acea dentro la collina”. E poi: "Non doveva succedere, ma siamo stati un po' bravi e fortunati che non abbiamo causato feriti o morti”. Acea, a sua volta, ha replicato a Cieri, definendo "gravemente diffamatorie e lesive della propria immagine le dichiarazioni rilasciate".

Il crollo di San Valentino

Il crollo di San Valentino. Forse sarà ricordato così quanto accaduto il 14 febbraio tra via Livio Andronico e via Lattanzio. Intorno alle 17,30 la strada ha ceduto, inghiottendo le auto parcheggiate successivamente sprofondate per dieci metri nella via che porta a largo Lucio Apuleio. In via precauzionale sono state evacuate due palazzine e il provvedimento ha interessato circa venti nuclei familiari. Acea Ato2, nel corso delle immediate ispezioni, ha segnalato: “Dopo i primi interventi e rilievi effettuati, il personale tecnico ha constatato l'ottimo stato delle tubature: esse si presentano però troncate di netto, probabilmente per il forte impatto dovuto allo smottamento del terreno, ma in nessun modo corrose”. Non solo: “Negli ultimi tre anni non è stato necessario intervenire in alcun modo su tali condutture, proprio perché giudicate idonee e in ottimo stato. I primi interventi risalgono ad una settimana fa quando l'8 febbraio le squadre inviate sul posto, in riposta alla segnalazione della Polizia locale delle 16,33, hanno trovato per la prima volta i tubi troncati, rottura causata anche in quel caso probabilmente dallo smottamento del terreno. Il personale tecnico che si era recato sul posto, non avendo riscontrato in strada alcuna anomalia, ha proceduto alla riparazione e al ripristino del servizio".

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