Giovedì, 17 Giugno 2021
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Carcere minorile Casal del Marmo, al via 9 progetti di educazione alla salute

Prenderanno il via oggi, 2 agosto, e andranno avanti per 6 mesi, 9 progetti di educazione alla salute organizzati dalla Regione Lazio all'interno delle carceri. Visite mediche nei penitenziari dunque per portare più salute alla popolazione detenuta e dare una "risposta immediata" all'appello del Capo dello stato

Prenderanno il via oggi, 2 agosto, e andranno avanti per 6 mesi, 9 progetti di educazione alla salute organizzati dalla Regione Lazio all'interno delle carceri. Visite mediche nei penitenziari dunque per portare più salute alla popolazione detenuta e dare una "risposta immediata" all'appello del Capo dello stato: e' la campagna, presentata dalla presidente Renata Polverini, per una spesa di 130 mila euro piu' altri 70 recuperati in bilancio. A partecipare saranno il San Camillo e le Asl Roma B, E e H. Le carceri coinvolte saranno Rebibbia e Regina Coeli a Roma, il minorile di Casal del Marmo e il carcere di Velletri.

Occhi sani, cuore libero, detenuti dal diabete, tbc carceri e benessere donna, sono alcuni nomi delle attivita' che coinvolgeranno la popolazione detenuta, non solo attraverso la possibilita' di ricevere visite mediche specialistiche all'interno del carcere, ma anche attraverso progetti di educazione per gli operatori che lavorano all'interno degli istituti. Quest'ultimi, infatti, verranno supportati nella realizzazione di programmi riguardanti la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie maggiormente diffuse.

L'obiettivo della campagna e' finalizzato al miglioramento dello stato di salute anche alla luce del fenomeno del sovraffollamento che spesso favorisce la nascita di patologie e di problemi psico-fisici.

"Questa forse e' un'attivita' che doveva rientrare nelle mansioni ordinarie delle asl - spiega il presidente della regione Lazio, Renata Polverini - viviamo pero' in una situazione di emergenza, c'e' stato anche un appello molto sentito da parte del Capo dello Stato, e io ci tenevo a dare immediatamente un messaggio per quella che e' una competenza specifica delle regioni e cioe' la salute delle carceri".

Sei tra questi progetti verranno curati dai medici dell'ospedale S. camillo Forlani e verranno effettuati nei quattro complessi del carcere di Rebibbia e a Regina Coeli, in seguito verranno poi estesi, sulla base di accordi con il provveditorato agli istituti penitenziari del Lazio, anche a tutte le altre carceri della regione. Altri tre progetti, invece, sono a cura dei medici della asl Roma B per il carcere di Rebibbia, della asl Roma E per il carcere minorile di Casal del Marmo, e della asl Roma H per quanto riguarda il carcere di Velletri.

La speranza e' comunque quella di dare una continuita' al progetto, anche dopo l'emergenza estiva: "non e' campagna di promozione di qualcosa - precisa la Polverini - e' un momento di inizio di un percorso per garantire a tutti i detenuti delle nostre carceri di poter godere del diritto alla salute come tutti gli altri cittadini". "Il diritto alla salute e' sicuramente uno di quelli piu' messo in discussione e difficile da rispettare - aggiunge poi il garante per i diritti dei detenuti della regione Lazio, Angiolo Marroni - e il Lazio e' sicuramente la regione che ha piu' impegni verso il carcere".


"Un detenuto ammalato, non e' uguale ad uno libero - ricorda Marroni concludendo - ma e' condizionato dal regime carcerario e per questo ha il diritto di essere assistito tempestivamente".

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