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LETTORI - Selva Candida: "Panem et circenses"

Selva Candida, un quartiere in veloce espansione, senza strade né servizi

Scrive un lettore per denunciare i disservizi nella zona di Selva Candida:

Pane e giochi. Gli antichi romani sapevano bene come accontentare il popolo. Sì, perché la possibilità di nutrirsi, ma anche quella di rallegrarsi con attività ludiche non può che tradursi in benessere generale per i cittadini.

"Eppure da tempo nella capitale si realizzano interi quartieri nei quali di questi due bisogni primari non si tiene affatto conto.

Selva Candida (nome di una strada, ma anche di un quartiere) dal 2008 ha conosciuto una crescita di alloggi esponenziale. Migliaia di persone sono confluite lungo i bordi di una strada lunga 4 chilometri, senza marciapiedi, in gruppi di case da sei, dieci, venti palazzi con quattro piani senza collegamenti pedonali fra di loro.

Nessuno svago. Ma soprattutto nessuna possibilità di procurarsi cibo se non usando una automobile.

A via Nosate (traversa di Via Selva Candida) a dire il vero, un negozio di alimentari era stato previsto nel progetto iniziale, ma misteriosamente si è trasformato in un Borgo salute (farmacia più studi medici). Sicuramente utile per la zona, ma sarebbe stato necessario prevedere nelle immediate vicinanze, a distanza di piede, il necessario punto "panem".

Ora ci chiediamo perché l'amministrazione della città consenta la creazione di queste carceri a cielo aperto. Perché non garantisce i minimi collegamenti pedonali tra le diverse parti del quartiere? Il contatto tra le persone davvero innesca tanta paura? Basta guardare via di Selva Candida, le sue fermate dell'autobus e l'impossibilità di percorrerla a piedi per capire l'assurdità di questo quartiere e la sofferenza dei suoi cittadini.

Imparate amministratori, dagli antichi Romani!"

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