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Selva Candida, Renzi alla scuola Pablo Neruda tra applausi e polemiche

Il premier in visita al plesso scolastico di via Santi Audiface ed Abacu "per firmare i nuovi 530 milioni di euro per l'edilizia scolastica". Un testimone: "Mi hanno tolto lo striscione sul no al referendum"

Matteo Renzi alla Pablo Neruda (foto Facebook)

"Alla Neruda, nella periferia di Roma, per firmare i nuovi 530 milioni di euro per l'edilizia scolastica". Così Matteo Renzi sul suo profilo Facebook. Il presidente del Consiglio, questa mattina, ha fatto visita al plesso di via Santi Audiface ed Abacuc, nell'ambito della giornata nazionale sulla sicurezza delle scuole tra applausi e foto. All'esterno, invece, è stato ritirato dalle forze dell'ordine uno striscione con scritto "Selva Candida non vendeSi", chiaro riferimento al voto del 4 dicembre

Da una parte i sorrisi e dall'altra il fuoriprogramma. Un pizzico di polemica era quasi inevitabile, visto che l'appuntamento del premier (con lui anche la ministra dell'Istruzione, Stefania Giannini) ha avuto luogo in una struttura inaugurata all'inizio dell'anno scolastico, cui seguì il braccio di ferro tra la vecchia (Pd) e la nuova amministrazione (M5S) su chi aveva meriti o meno circa l'apertura dell'edificio.

Volenti e nolenti, mentre Renzi dava il cinque ai bambini, c'era il minisindaco Alfredo Campagna accompagnato dagli assessori  Daniele Mancini, Andrea Maggi e Valeria Pulieri. Della precedente squadra di governo, invece, sono stati notati Valerio Barletta, Andrea Montanari, Andrea Maurizi, Alessandro Ciattaglia e Luciano Bravi.

Tutto questo avveniva dentro. Fuori, invece, Alessandro Montanari ha raccontato a Roma Today che il suo striscione è stato prelevato dalle forze dell'ordine: "Eravamo in tre, abbiamo saputo ieri sera dell'arrivo di Matteo Renzi. Così abbiamo deciso di scrivere un messaggio contro il Sì al referendum. Invece ci hanno tolto il lenzuolo. A quel punto, abbiamo chiesto se potevamo lasciarlo in una via limitrofa. Ma ci hanno risposto di no".

Sull'episodio è intervenuto il consigliere di minoranza, Stefano Oddo: "È vergognoso ciò che è accaduto. È stato sequestrato uno striscione che contestava il premier Renzi e sono stati identificati i ragazzi che protestavano contro un Governo inutile. Ecco la loro democrazia". 

Dal commissariato di Primavalle, per la cronaca, hanno fatto sapere che lo striscione non è stato sequstrato bensì tolto (e successivamente restituito) prima dell'arrivo di Matteo Renzi. Tutto questo per non creare tensioni con i partecipanti, anche perché "il comitato del No non era autorizzato".

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