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Occupazione Via Boccea 506, Ortale: "Bisogna valorizzare questa esperienza"

Secondo Ortale si tratta di una risorsa per tutti i cittadini che potrebbe rappresentare, se recuperato all’uso pubblico, uno spazio verde dove attivare progetti di orti agricoli, spazi polivalenti e recupero di uno dei due ex asili

L'occupazione degli edifici in Via Boccea 506 continua. I giovani e le famiglie di Casa per tutti e per tutte sono entrati venerdì 30 marzo e da allora hanno organizzato assemblee pubbliche e diversi eventi per mettere in luce il problema di uno spazio privato abbandonato da oltre 10 anni e "non registrato al catasto" secondo il gruppo che occupa.

Ritengo giusta la scelta portata avanti, ormai da una settimana, dal comitato Casa per tutti e per tutte che insieme a famiglie di senza casa hanno deciso di riaprire uno spazio lasciato da anni all’abbandono dalla proprietà subentrata a metà anni 2000 alle suore di Nigrizia - commenta il vicepresidente del Consiglio del Municipio XIX Claudio Ortale - un vecchio ex asilo con dietro una lunga fascia di agro romano ed un altro ex asilo ancora più recente circondati da un’ampia e ricca vegetazione che erano chiusi da anni dietro ad un cancello sulla via Boccea al civico 506. La scelta di ridare questo spazio al territorio e di liberarlo così dalle future speculazioni edilizie è da sostenere e condividere pienamente. Non basta lavarsene le mani - precisa il capogruppo di Rifondazione Comunista FDS - con la scusa del fatto che l’area è privata e quindi, secondo il Presidente del Municipio Roma 18, non è di competenza dell’amministrazione locale il dover entrare nel merito della vicenda. Parliamo di un'enorme risorsa per tutti i cittadini di quel territorio che potrebbe rappresentare, se recuperato all’uso pubblico, un enorme spazio verde dove attivare progetti di orti agricoli, di spazi polivalenti e di recupero degli immobili presenti nell’area, compreso il possibile recupero di uno dei due ex asili”.


Come consigliere di un municipio limitrofo, il diciannovesimo, credo sia essenziale valorizzare questa esperienza e dare quindi ascolto alle proposte che vengono avanzate dagli occupanti e non solo da questi. Se le istituzioni servono è il momento che battano un colpo - continua Ortale - Ora, o comunque subito dopo Pasqua, si apra un tavolo tra il Comune di Roma, Roma Capitale, e gli occupanti per avviare una prima discussione sulla possibilità di recupero del sito da parte dell’Amministrazione Capitolina. Non sarebbe la prima o l’unica volta che in questa nostra città - conclude il capogruppo di Rifondazione FDS - si interviene e si progetta su un’area privata di interesse pubblico. Basta volerlo. La lotta continua”.

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