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Incidente sulla Sp48: Parla Roberto Greci, figlio della vittima

Roberto Greci, figlio del 67enne di Setteville che è stato ucciso da un auto che ha sbandato sulla strada provinciale 48, ci regala il suo sfogo a poche ore dalla tragedia. Tanta la rabbia per una perdita che forse poteva essere evitata

Dolore, incredulità e un pensiero fisso: "questa grave perdita poteva essere evitata". Ne è convinto Roberto Greci, figlio del 67enne di Setteville Nord che, due giorni fa, ha perso la vita dopo essere stato investito da un auto che ha perso il controllo sulla strada provinciale 48. A poche ore dalla tragedia, Roberto fa alcune riflessioni sulla disgrazia che ha colpito la sua famiglia.

"Una cosa è certa l'auto andava ad alta velocità - ci racconta Roberto Greci - perchè altrimenti non si spiega come abbia fatto a carambolare per tre volte. Certo, gli incidenti si possono fare anche a 50 km orari ma di sicuro le dinamiche sarebbero state altre. La verità è che su quella strada si corre troppo, lo sanno tutti, il problema è che nessuno finora ha fatto niente".

In attesa di conoscere la vera dinamica dello scontro che gli ha strappato la figura paterna, che lo ha allontanato dall'uomo che si è preso cura di lui e della sua famiglia sempre e col sorriso, Roberto promette di intraprendere azioni forti, presentare esposti e mettersi in moto per far si che questa morte serva a smuovere le acque. "Per adesso io e la mia famiglia non ci siamo ancora mossi - ha dichiarato a Romatoday Roberto Greci - però appena passeranno questi giorni di dolore e dopo il funerale di mio padre, intraprenderò azioni contro chi ha il dovere di mettere in sicurezza la sp 48. Chi abita da queste parti lo sa, è pericolosissima. Si corre, non c'è segnaletica stradale nè marciapiedi se non una specie di pista ciclabile ma dal lato opposto rispetto a dove si trovava mio padre. Quando è stato investito camminava sull'unico punto percorribile a piedi di questa via, un piccolo slargo con del terriccio".

Intanto si continua ad indagare per accertare le responsabilità dell'incidente. "Sono stato con i miei avvocati in tribunale - ha aggiunto Roberto - so che stanno indagando sull'automobilista e sul ciclista, siamo in attesa di conoscere le responsabilità di questa tragedia". Venerdì prossimo verrà effettuata l'autopsia sul corpo di Massimo Greci e, nei giorni successivi, la famiglia potrà fargli l'estremo saluto.

Il 67enne abitava a Setteville Nord da 12 anni, mentre suo figlio vive a Roma. "Mio padre era una persona molto discreta - ricorda ancora Roberto- non usciva molto e non frequentava il comitato di quartiere anche se so che la gente del luogo si è battuta molto per avere dei dissuasori stradali, autovelox, insomma qualcosa che facesse rallentare le macchine su questa pericolosa strada". Una battaglia che la famiglia Greci ha intenzione di portare avanti.

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Infine, Roberto ricorda Massimo Greci, l'uomo, il padre, la persona straordinaria che tutti amavano. "Mio padre era un uomo che ha dedicato la sua intera vita alla famiglia. Si è sempre sacrificato per i figli e i nipoti - conclude Roberto - Era straordinario, ci aiutava a superare qualsiasi problema con l'ottimismo,  ci rassicurava dicendoci sempre che tutto sarebbe andato meglio.  Chiunque lo conoscesse gli voleva bene perchè sapeva affrontare i problemi della vita con il sorriso".

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