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Venerdì, 20 Maggio 2022
Guidonia Guidonia Montecelio / Via dell'Inviolata

Inviolata, Scattone: "Rischio ambientale sotto controllo"

L'assessore all'Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio prova a far chiarezza sull'allarme inquinamento che riguarda la seconda discarica del Lazio: "Non si può affermare che la falda sotterranea dell'aria sia contaminata"

Una lunga disamina. Una precisazione per chiarire gli aspetti che riguardano l'inquinamento di parte della discarica dell'Inviolata. A divulgarla Enrico Scattone, assessore all'Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio: "Per dovere di verità e per fare la chiarezza necessaria a scongiurare situazioni di procurato allarme tra la cittadinanza, devo chiarire che nessun elemento di verità può fare affermare a chicchesia che la falda sotterranea nell’aria della Inviolata è inquinata, né contaminata".

INFORMAZIONI ERRATE - Enrico Scattone che illustra le azioni intraprese dagli Enti preposti una volta venuta alla luce l'analisi dell'Arpa Lazio sull'inquinamento delle falde acquifere dell'area dell'Inviolata: "Una precisazione è doverosa - spiega ancorra Scattone - dal momento che parlando con i cittadini ho notato che alcune informazioni erano state riportate e quindi recepite nel modo errato. L’inquinamento della falda è stato escluso come condizione oggettiva dall’Arpa Lazio e dalla Asl Rmg non più tardi di due mesi fa. Quando cioè i due Enti hanno effettuato analisi specifiche attraverso i pozzi artesiani presenti in una aria più ampia rispetto a quella che da 40 ospita la seconda discarica della regione Lazio. I verbali, con i risultati di tali campionamenti, sono allegati alla copiosa documentazione prodotta in sede di Conferenza dei Servizi, procedura che, per la prima volta nella storia della città, ha circoscritto e messo sotto controllo il rischio ambientale presente nell’area della discarica".

TMB E FALDA ACQUIFERA - Assessore all'Ambiente della Città dell'Aria che prova a specificare la situazione delle aree contaminate operando delle distinzioni: "Tutti lo sanno - aggiunge Scattone - le acque sotterranee dell'area della discarica sono inquinate, la Conferenza dei Servizi, fortemente voluta dal sindaco, da me, dall’amministrazione comunale che rappresentiamo, nel rispetto e in applicazione della normativa del 2006, ha spinto la Provincia, nel dicembre scorso, ad imporre alla Ecoitalia (il gestore del sito) la bonifica e messa in sicurezza delle acque sotterranee attraverso un piano di caratterizzazione, anche su quanto esteso sia il fenomeno occorre però essere precisi. Su questo punto infatti, ancora imperversa disinformazione ai limiti della stortura, come quella secondo la quale la contaminazione riguarderebbe anche aree limitrofe dove Colari intende costruire l'impianto di TMB autorizzato dalla Regione nel 2010. Si tratta di falsità: l'Arpa fa coincidere il fenomeno con il perimetro del piano di caratterizzazione, esso coincide con l'area della vecchia discarica, dunque: la messa in sicurezza inciderà su quell'area. L'agenzia regionale ha invece chiarito che per un più efficace controllo sarà necessario inserire dei pozzi spia sul lato nord della discarica, nel terreno non di proprietà di Ecoitalia ma di Colari, interessando una piccola fascia di confine proprio con l’area destinata all’impianto TMB".


COMPETENZE - "Inviolata fuori legge", come affermato dal sindaco Rubeis, la cui competenza per la chiusura spetterebbe alla Regione Lazio: "Sento il dovere di fare chiarezza su un ulteriore punto - conclude Enrico Scattone - ovvero su chi abbia la competenza a chiudere le discariche, per non far nascere nei cittadini le false aspettative che ad operare possano essere i sindaci. Devo premettere che bene ha fatto Eligio Rubeis a bollare la discarica dell’Inviolata come fuori legge, una ovvietà, lo sono tutte le discariche italiane per la normativa europea, recepita dall’ordinamento italiano, che vieta il conferimento nei siti di smaltimento del tal quale, ossia del rifiuto non trattato. Una situazione di difformità che contribuiscono a determinare principalmente i 47 comuni dell’Ato che non fanno differenziata,  ad esclusione di Guidonia Montecelio che invece l’ha avviata con successo; Rubeis ha quindi fatto bene a denunciare ancora una volta la situazione di grande irregolarità nella quale versa il sito. Cionostante, egli non ha alcuna prerogativa di legge per chiudere la discarica, la competenza è delle regioni, quando non sono commissariate, esse però dovrebbero prima indicare alternative valide per non accrescere situazioni di emergenza come per esempio quella del Lazio. Il sindaco potrebbe intervenire con una ordinanza urgente solo se riscontrasse pericoli oggettivi per la salute pubblica come l’inquinamento della falda, una condizione che però è stata fortunatamente scongiurata".

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