Guidonia Guidonia Montecelio / Viale Roma

"Siamo tutti cavatori", operai in corteo a Guidonia per "difendere i posti di lavoro"

La manifestazione ha attraversato il centro della Città dell'Aria concludendosi sotto il palazzo del Comune della Città dell'Aria

"Siamo tutti cavatori", questo lo striscione che ha aperto il corteo che ha accompagnato questa mattina i cavatori che si sono dati apuntamento a Guidonia per protestare contro la decisione del Comune di revocare le concessioni ad alcune cave per proseguire l'attività estrattiva. Una vera e propria battaglia che vede da una parte l'amministrazione M5s che governa la città, che ieri ha annunciato nuove sospensioni, e dall'altra le opposizioni, i sindacati di categoria e centinaia di lavoratori a rischio "licenziamento" dopo che le prime decine di operai sono rimasti a casa in seguito alla chiusura di una delle cave al centro del contendere. 

Corteo dei cavatori a Guidonia

Con appuntamanto davanti il centro commerciale La Triade, il corteo dei cavatori ha percorso tutta viale Roma partendo da Colle Fiorito ed arrivando sotto le finestre del palazzo comunale. Tante le bandiere sindacali in strada, così come i consiglieri politici di opposizione, Mario Lomuscio, Emanuele Di Sivlio, Marcello Manni, Arianna Cacioni, Alessandro Messa ed altri, oltre al presidente della STR Filippo Lippielo. insieme a loro anche il Sindaco di Vicovaro, Fiorenzo De Simone, in fascia tricolore per manifestare solidarietà "in corteo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle cave".

Sciopero degli operari del travertino a Guidonia 

Alla base dello sciopero la richiesta dei lavoratori della cave di travertino di Guidonia per chiedere il "ritiro immediato dei licenziamenti". Come spiegano Fillea Cgil, Fisca Cisl e Fenal Uil "vogliamo difendere il lavoro e l'ambiente" contro le "drammatiche conseguenze della perdita di 2000 posti di lavoro con gravissimi effetti sulle famiglie e sull'intera economia cittadina; l'abbandono del territorio e il rischio di creare discariche nelle cave abbandonate". 

I sindacati 

"Cinquecento gli operai che hanno marciato in difesa del posto di lavoro e per solidarizzare per i 91 licenziamenti già avviati (40 ad aprile e 51 dopo la revoca alla prima autorizzazione ad agosto). Contro la decisione del Comune che provocherà la perdita di duemila posti di lavoro, con gravissimi effetti sulle famiglie e sull’intera economia cittadina", dichiarano Remo Vernile della FenealUil di Roma, Daniele Mancini della Filca Cisl di Roma e Claudio Coltella della Fillea Cgil di Roma e del Lazio, “Chiediamo la sospensione delle decisioni, un immediato confronto per regolamentare, rinnovare, ristrutturare profondamente il sistema di estrazione e lavorazione del travertino, di incentivare la realizzazione dell’intera filiera in loco dall’estrazione al prodotto finito, di bonificare le cave dismesse. Ma tutto questo non deve essere fatto sulla pelle dei lavoratori. Per questo chiediamo un passo indietro , con il ritiro immediato dei licenziamenti altrimenti sarebbe una catastrofe per il settore ed il definitivo disastro occupazionale del territorio". 

Cavatori ed opposizioni in corteo 

Tanti i politici che siedono sugli scranni di opposizione che si sono schierati uniti con i cavatori in corteo: "In piazza contro i provvedimenti di chiusura di questo comparto. Per difendere la nostra economia, i nostri lavoratori e la nostra storia", le parole di Alessandro Messa. "Con i lavoratori, a sostegno dei loro diritti e dei valori della nostra terra" gli fanno eco Lomuscio e Di Silvio del Pd. "I talebani ambientalisti del movimento 5 stelle giocano sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie - scrive sulla propria pagina facebook Arianna Cacioni (Lega con Salvini) -.Abbiamo passato giovedì scorso un giorno intero in Consiglio Comunale,con i lavoratori disperati in presidio di piazza,senza che il Sindaco avesse la dignità di dirci che già altri provvedimenti nei confronti delle aziende estrattive erano pronti, alcuni addirittura già partiti. Una assoluta presa in giro nei confronti della città per cui Barbet deve andare a casa,non avendo più nessuna credibilità. Soluzioni per far convivere occupazione e tutela dell’ambiente ci sono,solo che l’amministrazione Barbet è troppo sciatta e incompetente per trovarle. Combatteremo l’ennesima battaglia per arrivare il prima possibile alla firma dell’Accordo di programma con la Regione Lazio. #barbetdimettiti". 

Tutela ambiente e lavoro 

Pensiero simile anche quello espresso da Eleonora Mattia (Pd), presidente della IX Commissione regionale politiche del lavoro: "La tutela ambientale è al primo posto ma non si può non tener conto che il settore estrattivo di Guidonia Montecelio occupa circa 2000 lavoratori e rappresenta il 5% del Pil regionale. Siamo convinti che tutela ambientale e salvaguardia dell’occupazione possano stare insieme e chi, in modo demagogico, cerca di renderli alternativi o è in malafede oppure non conosce le conseguenze che questo potrebbe avere per tante famiglie". "Il tema - aggiunge la consigliera regionale - va quindi trattato con grande attenzione e serietà da tutte le forze del Consiglio regionale del Lazio ed è per questo che, insieme ai colleghi presidenti delle commissioni Ambiente e Sviluppo economico,  abbiamo convocato per mercoledì prossimo una riunione congiunta in cui, tutti insieme, andare ad individuare le soluzioni affinché a Guidonia vengano garantiti  sia l’ambiente che l’occupazione".

Il Pd dimentica la legalità

Vicini alle scelte dei loro portavoce a Guidonia Montecelio sono i consiglieri regionali del M5s del Lazio che in una nota stampa spiegano: "Vorremmo ricordare alla consigliera Mattia che la tutela del lavoro deve essere coniugata non solo con quella dell'ambiente e della salute ma, forse contrariamente alle abitudini del Pd e della vecchia politica, anche con la legalità". "Vogliamo dare una notizia ai colleghi del Pd e degli altri partiti: c’è una legge regionale che disciplina il settore e che, prima o poi, andrebbe applicata. E la Regione dovrebbe essere la prima a far rispettare le norme vigenti”. “A tale proposito il M5S è attivo a tutti i livelli: proprio con la Regione è in corso un tavolo tecnico che l'Amministrazione Comunale sta cercando di velocizzare, per definire un Accordo di programma che garantisca un futuro per tutto il settore, anche in base a quanto disposto dalla legge regionale, oltre che un dialogo con il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Lo riferiscano i colleghi del Pd al presidente Zingaretti se mai questi dovessi rifarsi vivo tra uno spot e l’altro per scalata al partito”.

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