Collefiorito Via dell'Inviolata

Rifiuti, dopo l'arresto della dirigente Guidonia si ribella. Il sindaco chiede il ritiro dell'autorizzazione per il Tmb

La lettera invita alla Regione Lazio dopo l’arresto di Flaminia Tosini

Il Tmb di Guidonia

Ritiro immediato delle "autorizzazioni all'entrata in esercizio del TMB di Guidonia Montecelio, a causa delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Direttrice Flaminia Tosini, firmataria dei provvedimenti”. A chiederlo a gran voce con una lettera ufficiale inviata al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, alla neo Assessore alla Transizione Ecologica Roberta Lombardi e al Garante anticorruzione della Regione Lazio Maria Chiara Coletti il Sindaco della Città dell’Aria Michel Barbet. 

Una richiesta che si “fonda sul dettato dell’articolo 21 quinquess (Revoca del Provvedimento L 241/1990 ndr) che indica chiaramente che le motivazioni alla base del ritiro di un atto amministrativo possano avvenire per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici di nuova valutazione dell’interesse pubblico originale”.

“Ci sono solide motivazioni - prosegue Barbet - per farci dubitare che le autorizzazioni per il TMB siano state dettate da logiche lontane dal bene pubblico, quindi chiediamo alla Regione Lazio di ritirare immediatamente gli atti che consentirebbero di far accendere i motori dell'impianto.Siamo convinti che la Giunta Regionale darà ascolto alle validissime ragioni della Città di Guidonia Montecelio e dei suoi abitanti”.

Arresto dirigente della Regione Lazio

Vicenda giudiziaria a cui fa riferimento il Sindaco Barbet che riguarda gli arresti effettuati lo scorso 17 marzo quando, nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura di Roma, i carabinieri del Comando Tutela Ambientale hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Flaminia Tosini, direttore Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio e di Valter Lozza imprenditore attivo nel ramo dello smaltimento dei rifiuti accusati, in concorso, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, concussione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente. 

Arresto “eccellente” della dirigente di via della Pisana che aveva trovato una prima risposta del Sindaco Barbet che appresa la notizia affermava: “Ho appreso in queste ore della determina dirigenziale della Regione Lazio che in sostanza consentirebbe l’apertura dell’impianto Tmb all’interno del Parco Naturale ed Archeologico dell’Inviolata. La nostra Amministrazione è da sempre contraria all’apertura dell’impianto e sta valutando le opportune azioni legali per impedire ciò che reputiamo dannoso per la salute dei nostri concittadini. Come avvenuto in altre occasioni la battaglia per la difesa dell’ambiente è prioritaria e metteremo in campo tutti gli strumenti possibili per perseguire questo obiettivo”.

Il Tmb di Guidonia

Richiesta di revoca dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che riguarda il Tmb dell’Inviolata a Guidonia. Proprio l’impianto di Manlio Cerroni aveva ottenuto in questo mese di marzo il via libera ufficiale all’entrata in esercizio. Un atto con il quale si indica, potenzialmente, come l’impianto possa aprire e cominciare a trattare immondizia venendo incontro, per esempio, alle esigenze di Roma e del suo ciclo rifiuti. Un impianto di Trattamento Meccanico Biologico assolto lo scorso giugno dalle accuse di aver violato il vincolo paesaggistico del Parco archeologico dell’Inviolata, al centro del quale si trova il Tmb. 

Da qui il dissequestro dell'impianto, una prima proroga da parte della Regione dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) con un quantitativo di immondizia trasferibile aumentato da 90mila a 190mila tonnellate l'anno, e ora l'ok finale. 

Impianto in regola sul piano autorizzativo 

Insomma, l'impianto sarebbe in regola sul piano autorizzativo. E ora, davvero, potrebbe aprire. Specie nell'ottica di aiutare Roma a chiudere il suo ciclo rifiuti. In parole semplice dopo la firma dell’autorizzazione da parte di Flaminia Tosini la Capitale potrebbe dover usufruire dell'impianto di Guidonia. Passaggio che viene specificato nella stessa determina autorizzativa. "L'impianto risulta fondamentale (anche a seguito degli incendi avvenuti negli impianti di Albano Laziale e di Roma, via Salaria) per la chiusura del ciclo integrato di rifiuti urbani all'interno dell'ATO Roma, riportato sia nel precedente piano dei rifiuti che nell'aggiornamento del piano regionale 2019-2025" si legge nell'atto che RomaToday ha potuto visionare. Lo scorso 17 marzo l’arresto di Tosini ha però riaperto i giochi, con il Sindaco Barbet che ha richiesto la sospensione dell’autorizzazione.

Protesta sul territorio 

Impianto da sempre contestato da numerosi associazioni e cittadini del territorio. “Siamo d'accordo che il ciclo dei rifiuti dev'essere chiuso, ma non possiamo tollerare che a pagarne le consegue sia ancora una volta il nostro territorio. Tra Guidonia e i municipi V e VI, divisi dalla Tiburtina, sono concentrati siti industriali, discariche abusive, un'altra discarica e il Tmb di Rocca Cencia" tuonava David Nicodemi del comitato No Tmb Guidonia prima della firma dell’Aia. "Zona in cui è alta l’incidenza di malattie oncologiche, dove ho perso mia sorella per un tumore al cervello, mia madre per leucemia e 6 cani per carcinoma polmonare. Un caso? Non ci crede nessuno. La determina prende atto dell'Aia rinnovata nel 2020, per cui sarebbe stato confermato che il Tmb di Guidonia smaltirà 190mila tonnellate di rifiuti annue, ovvero l'immondizia prodotta da circa tre municipi romani. Un'enormità. E questo, lo si legge nel provvedimento, per l’emergenza creata dall’immobilismo di Roma Capitale. Noi stiamo studiando ogni azione da legare da porre in essere per bloccare quella situazione, che va decontestualizzata".

Contrario al Tmb anche l’ex consigliere pentastellato al Comune di Guidonia Montecelio, passato poi al gruppo misto Claudio Zarro che il giorno degli arresti di Tosini e Lozza ha depositato presso il protocollo della Regione Lazio una richiesta di revisione e sospensione della determina 8 marzo 2021 n. G02450, relativa all'avvio dell'esercizio. “Ritengo prioritaria la tutela del nostro territorio - le parole di Zarro - in tutte le maniere possibili”. 

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