Martedì, 18 Maggio 2021
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Welfare Capitolino: “Carta Roma? No, Carta Rom”

Il Nuovo Centrodestra regionale e Municipale va all’attacco di Marino per il contribuito di Roma Capitale alle famiglie. “La carta sembra realizzata su misura per i Rom”

Carta Roma è una card prepagata che può essere chiesta dai cittadini che hanno un reddito basso. Istituita dall’Assessorato alle Politiche Sociali durante l’era Alemanno la carta, nominativa e ricaricabile, veniva emessa dagli sportelli postali. E consentiva d' usufruire “una tantum”, di un bonus monetario, spesso utile per pagare le utenze. In questi giorni, e fino al 28 febbraio, è possibile presentare la domanda per ottenere gli emolumenti di quella che, ad essere precisi, è la "Social Card".

LA CARTA ROM - Il Nuovocedestra regionale e municipale, la formazione “alfaniana” nata dalla scissione del PdL, in un comunicato stampa, ha  voluto polemizzare sull’uso di questa card. “Carta Roma? No semmai ‘Carta ROM’ – scrivono Pietro Di Paolo, Capogruppo NCD alla Regione ed il Consigliere Municipale Andrea Baccarelli -  Nei Municipi di Roma ci sono file interminabili di Rom per presentare la domanda ed ottenere il contributo di circa 500 euro mensili da parte di Roma Capitale. E’ una vergogna: la giunta capitolina riveda immediatamente i criteri per l’assegnazione del contributo Carta Roma e si salvaguardino le migliaia di famiglie romane in difficoltà”.
 
ROMANI E ROM - “La ‘carta ROM’ – ironizzano i due Consiglieri - è l’ennesimo schiaffo di Marino alle migliaia di famiglie di romani in crisi che non sanno come arrivare a fine mese e la beffa è arrivata pochi giorni fa quando sono stati scoperti a Roma nomadi finti poveri ai quali sono stati confiscati beni per 2 milioni di euro. E Marino cosa fa? La Carta Roma sembra un vestito cucito su misura per i Rom della città, gli stessi che otto mesi fa si sono messi in fila per eleggere nelle primarie del centro-sinistra Ignazio Marino come candidato sindaco di Roma ed oggi raccolgono una lauta ricompensa”.

LE PROMESSE DISATTESE - Sul piano socio assistenziale, Di Paolo e Baccarelli ricordano che “Marino aveva promesso in campagna elettorale 700 euro per ogni sfrattato e 500 euro per ogni giovane disoccupato. Una volta eletto però ha perso la memoria e, come se non bastasse, ha cancellato il bando per il buono casa con cui oltre 10.000 famiglie di romani ricevevano negli anni passati un contributo per pagare il canone di affitto. Le famiglie romane non meritano di essere lo sberleffo dell’inadeguatezza e incapacità di un Sindaco ed una Giunta che odiano la città”.

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